Eni vs Tenaris: siamo appena all'inizio di Marco Zaccaria - 29/10/2008
Come abbiamo potuto notare tutti, negli ultimi due-tre mesi alcuni titoli a Piazza Affari hanno subìto una drastica riduzione di valore, in particolare alcuni titoli bancari e Tenaris, leader mondiale della produzione di tubi per condotti petroliferi. Il titolo nel giugno di quest’anno aveva toccato quota 23,7 euro (prezzo di chiusura) mentre oggi le quotazioni si aggirano tra i 6 e i 7 euro per azione. Apparentemente il prezzo è a sconto, e forse è anche vero, ma il titolo Eni, rappresentativo di una società assai più redditizia del gruppo Tenaris, appare ancora più a sconto, nel medio-lungo periodo.
Il grafico riportato qui sopra rappresenta l’andamento dal 2 gennaio 2003 del rapporto Eni/Tenaris, un rapporto che ha visto penalizzato per anni il titolo Eni rispetto al Gruppo Tenaris fino al raggiungimento di una buona stabilità durata all’incirca due anni per poi cambiare tendenza. Oggi, come rappresentato dalla linea di tendenza polinomiale di grado 3 (linea rossa), Eni ha iniziato a sovraperformare Tenaris. Motivazioni fondamentali ve ne sono per dare supporto a questa tesi, come il dato di un rapporto medio tra i due titoli pari a 3,31 (oggi ci collochiamo a 2,5) oltre che la dichiarazione del CEO di Eni della sostenibilità di un dividendo del 9% (ai prezzi attuali) anche con un petrolio a 40$ il barile. Lo stesso non si può certo dire di Tenaris, assai meno generosa nella distribuzione di utili. Questa caratteristica di Eni potrebbe in effetti, in un periodo di tassi decrescenti, rendere appetibile un titolo così remunerativo (oltre che solidissimo dal punto di vista patrimoniale) rispetto ad un titolo con dividendi percentualmente molto più ridotti. In mezzo a tante incertezze e a tante imprese in difficoltà, vuoi vedere che comprare Eni e vendere Tenaris può, alla lunga, essere un business vincente?
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