Verso una impennata del default rate aziendale di Gaetano Evangelista - 21/11/2008
Alla fine di ottobre le obbligazioni corporate "investment grade" (rating Moody's: BAA) pagano oltre cinque punti percentuali in più rispetto ai titoli di Stato Usa a dieci anni. Un differenziale così marcato non è mai stato registrato perlomeno negli ultimi cinquant'anni, e riflette l'aspettativa di un sensibile incremento del rischio di default delle imprese americane.
Come si nota dal grafico, i precedenti estremi nel premio pagato dai bond investment grade furono registrati nel 2002 (379 punti base) e nel 1982 (382 punti base), in entrambe le occasioni ad ottobre. Il differenziale ha toccato i 362 punti base alla fine di settembre, ma è schizzato a 507 pb alla fine del mese scorso. Solitamente, questo dato va di pari passo con il default rate. Ciò è particolarmente vero per le obbligazioni ad alto rendimento, il cui spread è schizzato su valori stellari: quasi 1400 punti base. Vale a dire, che le imprese con basso merito di credito devono pagare il 17-18% sulle loro emissioni obbligazionarie, se intendono finanziari sul mercato.
Come si può notare, l'impennata dello spread rispetto a T-Note anticipa un analogo comportamento del tasso di default. Il fenomeno si è già registrato in occasione delle recessioni del 1990-91 e del 2001, e non si ritiene che questa volta si farà eccezione. Anzi, secondo pressoché tutti gli osservatori la corrente recessione è ben più grave, avvicinandosi come intensità a quelle del 1980-82 e del 1973-75, il che fa supporre come inevitabile nei prossimi mesi un'impennata del tasso di default sulle emissioni obbligazionarie aziendali, il cui livello attualmente è ancora clamorosamente basso.
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