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Deflazione! (II Parte)
di Charlie Minter
28/07/2010
Il rapporto fra il debito totale e il PIL ha raggiunto il 373% nel 2008, prima di calare di recente al 360%. Come già affermato nel passato, ci aspettiamo che lo stock di debito privato, pari attualmente a circa 40 trilioni di dollari, scenda a 20 trilioni, a fronte di un aumento del debito del settore pubblico... (segue)
Deflazione! (I Parte)
di Charlie Minter
23/07/2010
Si legge la parola “deflazione” ormai dappertutto: sulle pubblicazioni finanziarie e nei programmi televisivi. La gente che si proclamava ribassista per il timore di una imminente fiammata inflazionistica, ora si definisce ribassista per il motivo opposto. Qui stiamo parlando della minaccia deflazionistica dalla fine... (segue)
Finalmente il problema è la deflazione
di Gaetano Evangelista
22/06/2010

Anche i più riluttanti si sono arresi all'evidenza: la minaccia per l'economia americana non proveniva dall'inflazione, come sospettato fino a pochi mesi fa, ma dalla deflazione. Il gigantesco output gap, il deficit di domanda aggregata (solo in parte compensato con la crescita dei deficit dei bilanci... (segue)
Double dip o rallentamento?
di Alvin A. River
15/07/2010

Si intensifica il dibattito sulla probabilità di una nuova recessione negli Stati Uniti, ad un anno di distanza dal presunto esaurimento di quella precedente: è il cosiddetto "Double Dip", un evento registrato negli Stati Uniti di fatto soltanto un altra volta nell'ultimo secolo (1980-82). Ancora una volta dobbiamo... (segue)
Il debito resta il problema principale (II Parte)
di Charlie Minter
14/07/2010
Il motivo per cui il tentativo di creare moneta per addolcire l’economia non funzionerà, risiede nel fatto che il settore privato è congelato per il timore di perdere soldi. Le aziende continuano ad ammassare denaro e i singoli investitori hanno paura di aprire nuove posizioni, attanagliati dalla paura. Le aziende... (segue)
Quanto è credibile la minaccia del double dip?
di Alvin A. River
12/07/2010

Il raffredda-mento degli indicatori congiunturali, e soprattutto il valore negativo del growth index del Weekly Leading Indicator calcolato dall'ECRI, stanno spingendo gli economisti a chiamare un'imminente recessione nella seconda metà dell'anno. C'è un indicatore che però dagli anni '70 in avanti non ha mai... (segue)
Il debito resta il problema principale (I Parte)
di Charlie Minter
09/07/2010
Siamo consapevoli di aver affrontato questa problematica praticamente da sempre, ma non possiamo fare a meno di rilevare come l’eccesso di debito sarà la causa scatenante del prossimo ribasso del mercato azionario. Quando si parla di debito di solito ci si riferisce al rapporto fra deficit e PIL... (segue)
PIL: rallenta la crescita, ma c'è il jolly
di Alvin A. River
01/07/2010

Permangono dubbi sulla capacità delle famiglie di sostenere la crescita del PIL mediante i consumi privati: la disoccupazione ancora elevata, la contrazione del credito e il deleveraging sono valide argomentazioni ostili alla spesa per consumi. Viceversa, ci sono considerazioni favorevoli ad una componente... (segue)
E’ qualcosa di più di una semplice minaccia
di Charlie Minter
30/06/2010
Il rallentamento dell’economia che prevediamo da tempo sta diventando realtà, come testimoniano diversi esempi dei dati macro delle ultime settimane. Ne citiamo soltanto alcuni a titolo di esempio. Sul fronte della spesa per consumi, le vendite al dettaglio di maggio sono scese dell’1.1%, e le testimonianze... (segue)
Una seconda metà dell'anno poco brillante
di Alvin A. River
23/06/2010

Il Leading Index calcolato ogni settimana dall'ECRI è sceso ai livelli più bassi da giugno 2009, e risulta in calo in ben 8 delle ultime 9 settimane. I dati macro degli ultimi trimestri sembrano ormai uno sbiadito ricordo, con la ripresa economica che farà segnare una battuta d'arresto nel Q2-2010, e un drastico... (segue)
Migliora in USA il deficit federale
di Gaetano Evangelista
16/06/2010

Il deficit federale nel mese di giugno è peggiorato a 136 miliardi di dollari, rispetto agli 83 miliardi del mese precedente. Il saldo degli ultimi dodici mesi però migliora a 1359 miliardi di dollari, rispetto ai 1413 miliardi di aprile e ai 1477 miliardi di deficit registrato nei dodici mesi terminati a febbraio. (segue)
E’ una ripresa tutt’altro che normale
di Charlie Minter
04/06/2010
In un commento del 23 aprile facevamo notare che era fuorviante ritenere che l’economia si fosse avviata verso una ordinaria ripresa, ed evidenziammo una serie di indicatori macroeconomici che supportavano quella visione. A distanza di sei settimane, restiamo della medesima opinione: la ripresa c’è, ma... (segue)
Il deleveraging richiederà diversi anni
di Charlie Minter
28/05/2010
“La reazione del mercato appare sproporzionata rispetto ai problemi reali. La gente sensata farà una fortuna comprando in questi giorni”. “In questo momento i mercati finanziari operano in preda al panico, e non tengono conto dei fondamentali”. La prima citazione è la dichiarazione di un famoso esperto... (segue)
Scarse le probabilità di una nuova recessione
di Gaetano Evangelista
26/05/2010

La crisi del debito dei paesi mediterranei dell'area Euro ha risvegliato i timori di una ricaduta recessiva. Il timore di contagio ha investito anche gli Stati Uniti, anche se in misura attenuata. Ufficialmente qui il ciclo recessivo è iniziato a dicembre 2007; ma ufficialmente non è ancora finito, anche se si può... (segue)
Una ripresa tutt’altro che sostenibile
di Charlie Minter
23/04/2010
Gli operatori di mercato e i giornali stanno riproducendo uno scenario completamente fuorviante, secondo cui l’economia ha avviato un processo di ordinato recupero; questo mentre nel frattempo la borsa sconta dati futuri incoraggianti. Vediamo invece cosa raccontano in realtà i numeri. (segue)
I giornali sopravvalutano la ripresa economica
di Charlie Minter
16/04/2010
L’euforia per la ripresa economica scontata dall’andamento del mercato azionario appare esagerata e fuorviante. La variazione annua che si scorge su diversi indicatori macro è solo un’indicazione di quanto profonda è stata la crisi. Di sicuro l’economia va meglio, ma non si può dire che va bene. (segue)
L'inflazione non minaccia la politica della Fed
di Alvin A. River
14/04/2010

Ben Bernanke di recente è stato molto chiaro: è ancora presto per pensare ad un aumento dei tassi di interesse ufficiali. La exit strategy si realizzerà progressivamente, ma partendo da altri versanti. Diversi sono i motivi che inducono alla cautela: le perplessità sulla sostenibilità della ripresa economica... (segue)
Migliora il quadro del credito USA
di Gaetano Evangelista
26/03/2010

Buone notizie sul fronte della disponibilità di credito: qualche settimana fa la Federal Reserve ha tenuto un sondaggio fra una sessantina di banche americane e 24 filiali americane di banche straniere, fra le altre cose in merito alla disponibilità degli istituti raggiunti a fornire credito. La percentuale di banche... (segue)
USA: è ancora deflazione
di Gaetano Evangelista
24/03/2010

Non stupisce che autorevoli esponenti della Federal Reserve giudichino assolutamente prematuro un intervento sul Fed funds rate, il cui primo incremento è preventivabile non prima di settembre: il consistente output gap tuttora in essere esercita notevoli pressioni sui prezzi al consumo; e la minaccia... (segue)
Cosa ha concluso la Grande Depressione?
di Charlie Minter
12/03/2010
Cosa ha posto fine alla Grande Depressione? E’ stata la guerra, la spesa pubblica, o un qualche altro meccanismo? La questione è controversa, e forse non si arriverà mai ad una risposta definitiva. Sebbene il tasso di disoccupazione migliorò sensibilmente dal 25% nel momento peggiore della Depressione all’11%... (segue)
Quantità di moneta di nuovo in espansione
di Gaetano Evangelista
10/03/2010

Come si può definire la politica monetaria negli Stati Uniti? Dal punto di vista del tasso di riferimento (Fed funds rate) è assolutamente accomodante: come non mai. Ma dal punto di vista della quantità di moneta in circolazione, non si può dire altrettanto. Dopo l'impulso fornito nella parte finale del 2008... (segue)
L'espansione USA ha ancora strada davanti a se'
di Alvin A. River
05/03/2010

Le recenti release dei principali leading indicatori americani (dal Leading Index settimanale calcolato dall'ECRI al Leading Economic Indicatore del Conference Board; dall'ISM Index all'indicatore congiunturale calcolato dall'OECD) sono concordi nel prevedere un rallentamento del ciclo economico, rispetto al ritmo... (segue)
Il ciclo della deflazione (II Parte)
di Charlie Minter
03/03/2010
Un recente esempio delle montanti pratiche protezionistiche riguarda l’accusa cinese nei confronti degli Stati Uniti, responsabili di aver introdotto in Cina prodotti a base di pollo attuando politiche di dumping. Dopo una minaccia iniziale, il governo di Pechino ha imposto pesanti dazi doganali su questi prodotti... (segue)
Il ciclo della deflazione (I Parte)
di Charlie Minter
26/02/2010
Siamo tenaci sostenitori della teoria della deflazione sin dall’inizio del 2000, se non da prima. Il ciclo parte dal risparmio e dagli investimenti che generano una crescita sostenibile dell’economia. Ma quando subentra l’euforia le cose cambiano. E’ quanto occorso alla fine degli anni ’90, quando il boom del settore... (segue)
Si incomincia a parlare di exit strategy (II Parte)
di Alvin A. River
24/02/2010

L'improvviso aumento del tasso di sconto ad opera della Fed ha risvegliato il dibattito fra gli osservatori economici: siamo alla svolta nella politica monetaria americana? Il quadro è misto: da un lato l'economia appare nettamente sulla via della ripresa, come testimonia il boom del PIL nel quarto trimestre; ma... (segue)
La ripresa economica ha raggiunto il massimo impeto
di Charlie Minter
19/02/2010
A partire da questo momento, il contributo governativo alla ripresa economica dovrebbe essere nullo, e diventare negativo con il passare del tempo. Ulteriori stimoli sono da escludersi, con il pubblico contrario ad una ulteriore dilatazione del deficit. Il contributo della ricostruzione delle scorte ha raggiunto... (segue)
Initial claims: economia USA in espansione
di Gaetano Evangelista
17/02/2010

L'economia americana è in espansione. Lo confermano i dati settimanali che registrano i sussidi iniziali di disoccupazione, in calo pressoché costante da quasi un anno. A marzo 2009 infatti erano state presentate richieste pari a 674.000 unità: il dato più alto dal picco del 1982, quando terminò un'altra... (segue)
Le famiglie USA rimborsano il credito al consumo
di Gaetano Evangelista
10/02/2010

Il deleveraging procede a pieno ritmo, anche se nel mese di dicembre ha subito un rallentamento: il credito al consumo nell'ultimo anno e mezzo è calato di 117.5 miliardi di dollari, pari al 4.5% dello stock di indebitamento pre-esistente. Sono dati impressionanti, mai sperimentati dal Dopoguerra in avanti. (segue)
E’ tutta una questione di debito
di Charlie Minter
05/02/2010
Come ci aspettavamo sin da quando è scoppiata la questione del debito di Dubai, l’indebitamento degli stati sovrani ha incominciato a gravare come minaccia sull’economia mondiale. Grecia e Portogallo sono stati i catalizzatori: in particolare, il timore che l’enorme deficit pubblico non riesca ad essere finanziato... (segue)
Si incomincia a parlare di exit strategy...
di Alvin A. River
15/01/2010

Si incomincia a discutere in questi giorni di exit strategy, cioé della strategia di disimpegno dalla politica monetaria e fiscale ampiamente distensiva promossa dalla fine del 2008 e in essere a tutt'oggi. L'attenzione è puntata sulla Fed e sul timing del primo aumento del costo ufficiale del denaro. (segue)
Ripresa o recessione? Non fa differenza...
di Charlie Minter
08/01/2010
Bombardati quotidianamente da un flusso di notizie di primaria, secondaria, e talvolta anche “terziaria” importanza, enfatizzate dai media finanziari, gli investitori devono ricordare che ciò che veramente conta indica che l’economia è ancora in difficoltà. Soffermiamoci sui dati che rivelano il reale stato... (segue)
L'inflazione torna sui "livelli di equilibrio"
di Gaetano Evangelista
22/12/2009

Si parla di volatilità in borsa, ma la variabilità degli indici dei prezzi al consumo non è da meno. Negli Stati Uniti il Consumer Price Index (CPI) è schizzato a luglio dell'anno scorso al +5.4%; è precipitato a luglio di quest'anno al -1.9%, ed è risalito il mese scorso al +1.9%, riflettendo almeno in parte la ripresa... (segue)
Quante le probabilità di "double dip"?
di Alvin A. River
21/12/2009

Da qualunque prospettiva la si osservi, l'economia mondiale è in ripresa, e la recessione appare alle spalle, sebbene la svolta ciclica verso l'alto abbia avuto diversa tempistica a livello internazionale: prima Cina ed Estremo Oriente ex Giappone, poi Stati Uniti, indi Europa ed infine Regno Unito e Giappone. (segue)
I deficit ormai non sono più "gemelli"
di Gaetano Evangelista
16/12/2009

Se il deficit federale continua a destare legittime preoccupazioni (le entrate fiscali in calo non coprono la spesa pubblica in continua crescita), c'è almeno una buona notizia sull'altro fronte: il deficit federale è in continuo calo, grazie alla debolezza del dollaro e alla frenata delle importazioni indotta... (segue)
Disoccupazione USA: come nel 1982?
di Alvin A. River
11/12/2009

Il dato sulla fine dell'emorragia occupazionale nel mese di novembre è stato accolto con sarcasmo e scetticismo dagli immancabili permabears, e come prova che la svolta su questo fronte è finalmente dietro l'angolo. Dopo aver raggiunto un picco del 10.2% ad ottobre, il tasso di disoccupazione sembra... (segue)
La ripresa economica è discutibile
di Charlie Minter
04/12/2009
A nostro avviso la ripresa economica rimane fragile. Persistono condizioni sfavorevoli nel settore immobiliare residenziale, in quello commerciale e nella spesa per consumi; il tutto minaccia di far seguire a questa tiepida ripresa una nuova recessione. Circa il 25% delle case su cui è stato acceso un mutuo... (segue)
La locomotiva americana rallenta la corsa?
di Alvin A. River
02/12/2009

Come interpretare i dati macro-economici rilasciati ieri? L'ISM Index manifatturiero si mantiene sopra la soglia spartiacque dei 50 punti, anche se risulta in calo rispetto al dato di ottobre. Tuttavia è la componente "Nuovi Ordini" a sorprendere, con un balzo a novembre a 60.3 punti. Ciò dovrebbe garantire una... (segue)
La minaccia del tasso di insolvenza
di Alvin A. River
23/11/2009

Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale, soltanto i 2/3 delle perdite su crediti sono "emersi" dai bilanci delle banche americane. Ma se Atene piange, Sparta non ride: questa percentuale non supera il 50% in Europa. Quando potremo dire che su questo fronte il minimo sarà alle nostre spalle? (segue)
Quanto è concreta la minaccia inflazionistica?
di Gaetano Evangelista
18/11/2009

Negli Stati Uniti l'inflazione nel mese di ottobre è stata superiore alle attese: +0.3% rispetto al mese precedente. Il saldo annuale del Consumer Price Index rimane negativo, ma prossimo ormai allo zero: -0.25%, rispetto al -1.9% di luglio. E' presto per parlare di inflazione, ma in lontananza si scorge una evoluzione... (segue)
L'inflazione resterà ancora "congelata"
di Alvin A. River
18/11/2009

Oggi pomeriggio sono attesi i dati sull'inflazione negli Stati Uniti nel mese di ottobre. Il consensus è orientato verso una crescita compreso fra lo zero e lo 0.1% con riferimento al dato core: malgrado il rincaro dei costi dell'energia e lo stimolo monetario, i prezzi al consumo dovrebbero rimanere freddi. Fino a... (segue)
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