Volatilità strutturalmente calante di Gaetano Evangelista - 07/01/2010
Una delle tendenze più spiccate degli ultimi trimestri è stata il calo persistente della volatilità. La media a 52 settimane (un anno) del VIX ha toccato un massimo a 40 punti a marzo 2009 e da allora ha avviato un declino apparentemente inarrestabile. significativo il fatto che il massimo sia coinciso con il minimo di mercato, e il calo con il bull market del 2009. Niente di nuovo, per la verità: fra volatilità e mercato azionario c'è una tradizionale correlazione inversa.
Cboe VIX: media a 52 settimane
Come si può notare, la media ad un anno del VIX ha incocciato contro una trendline ascendente nel 1991, nel 1998 e nel 2003. Ciascuno di questi picchi è coinciso con minimi primari del mercato azionario. Il VIX annuale ha rotto verso l'alto a novembre 2008, e questo boom di volatilità è coinciso con una dolorosa estensione del bear market che ha caratterizzato il 2008 e la parte iniziale dell'anno passato. In fase calante ci si sarebbe aspettato che la precedente resistenza agisse da supporto, e che la trendline ascendente contenesse il ribasso del VIX (a quel punto, una ripartenza della volatilità sarebbe coincisa con un nuovo ribasso del mercato). Così non è stato. Ad ottobre il VIX annuale ha sperimentato una contro-rottura, e adesso punta decisamente verso il basso. Per arrivare fin dove? difficile stabilirlo; e difficile credere che possa tornare nella parte bassa del grafico, in prossimità di quella soglia del 12.5% che ha intercettato i minimi di metà anni '90 e del 2007. Certo è che la contro-rottura ribassista del VIX di tre mesi fa rappresenta un input benigno per il mercato azionario, destinato a durare apparentemente per diverso tempo.
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