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Le famiglie USA rimborsano il credito al consumo
di Gaetano Evangelista - 10/02/2010

Il deleveraging procede a pieno ritmo, anche se nel mese di dicembre ha subito un rallentamento: il credito al consumo nell'ultimo anno e mezzo è calato di 117.5 miliardi di dollari, pari al 4.5% dello stock di indebitamento pre-esistente. Sono dati impressionanti, mai sperimentati dal Dopoguerra in avanti. Per ritrovare una contrazione relativa così marcata del credito al consumo difatti dobbiamo risalire al 1944, quando il conflitto mondiale imponeva un duro prezzo alle famiglie e alla spesa per consumi.
Lo smantellamento del debito delle famiglie dunque procede, e questo rappresenta al tempo stesso una buona e una cattiva notizia. E' una buona notizia a livello micro, nella misura in cui gli operatori economici ristrutturano il proprio bilancio, gravato da uno stock di debito che rappresenta un onere mensile (interessi corrisposti) che riduce il reddito disponibile e comprime i consumi. E' una cattiva notizia a livello macro, perché le risorse destinate a rimborsare il debito comportano un calo dei consumi complessivi. Il che si tradurrà nei prossimi anni in ritmi di crescita dell'economia meno brillanti di quelli sperimentati nell'ultimo ventennio del secolo scorso.
Ad ogni modo, siamo ancora lontani dalla normalizzazione del debito. Il credito al consumo rappresenta ora il 17% del PIL americano:

USA: Rapporto fra credito al consumo e PIL
(le fasce verticali indicano le recessioni "NBER")

Dal Dopoguerra ad oggi questo dato si è mosso all'interno di un evidente canale inclinato positivamente; canali i cui estremi sono stati interessati alternativamente. Gli eccessi della prima metà del decennio passato hanno lasciato posto ora ad un ridimensionamento relativo; ma il rapporto fra credito al consumo e PIL è ancora lontano dalla linea mediana del citato canale, per non parlare della parete inferiore del medesimo, che si colloca al 15% circa.
In definitiva prima che la cura dimagrante dei consumatori americani possa dirsi completata, e che si generino le condizioni per un nuovo boom dei consumi - simile a quello partito nel 1982 e nel 1993 - occorrerà ancora diverso tempo: almeno un paio di anni, e almeno una riduzione di debito di entità simile a quella sperimentata dall'estate del 2003 ad oggi.

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