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L'importanza della finestra di sconto è calata
di Bernie Schaeffer* - 23/02/2010

Giovedì sera l'aumento del tasso di sconto sancito dalla Federal Reserve ha colto di sorpresa gli investitori. Ma è proprio così? dopotutto lo S&P ha chiuso in rialzo, segnalando che il mercato era già pronto a questa evenienza. E' questa una ulteriore conferma del basso livello delle aspettative, di cui ho parlato una settimana fa?
La buona notizia dal punto di vista tecnico è che il recente rialzo ha spinto lo S&P sopra la media mobile a 80 giorni. Sebbene non si possa essere bullish soltanto sulla scorta di un dato, è bene sottolineare che il mercato fino a venerdì è salito anche malgrado un contesto tecnico e monetario non proprio idilliaco.
Un recente articolo apparso sul Wall Street Journal in seguito all'aumento dei tassi sancito dalla Fed evidenziava che "nel pieno della crisi finanziaria a fine 2008, la finestra di sconto della Fed ha superato i 100 miliardi di dollari, ma in seguito si è ridimensionata fino a meno di 15 miliardi". Ciò suggerisce che l'importanza della finestra di sconto è andata calando dopo lo scoppio della crisi, per cui quanto fatto la settimana scorsa dalla Fed ha relativa importanza.
Se la tendenza mean reverting del mercato persisterà, non sarà sorprendente assistere ad una correzione nel breve periodo, o come consolidamento o anche come ripiegamento dei prezzi: lo S&P è salito in 6 sedute su 8, e il VIX è calato per otto sedute di fila.
Nel frattempo lo S&P è risalito fin sotto i 1110 punti, 61.8% di ritracciamento del ribasso dal massimo del 19 gennaio al recente minimo del 5 febbraio; lo stesso ha fatto il Nasdaq Composite. Il Russell invece è significativamente salito oltre questa soglia.
E' interessante il confronto fra la volatilità storica dello S&P e l'attuale livello del VIX. E' un concetto che ho affrontato ad inizio gennaio. Negli ultimi mesi - come evidenzia il grafico in basso - abbiamo visto come la volatilità dello S&P cresce dopo periodi in cui il VIX si muove al di sopra della volatilità storica dello S&P stesso. Di converso, almeno da maggio 2009 in poi, quando VIX e volatilità storica dello S&P si sono trovate allineate, sono seguiti periodi di bassa volatilità per il mercato.


In questo momento il VIX si trova dell'1.3% sopra la volatilità storica dello S&P, pari al 19.76%. La differenza è estremamente bassa e suggerirebbe un ripiegamento della volatilità storica.


* Todd Salamone per Schaefferresearch.com

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