Si incomincia a parlare di exit strategy (II Parte) di Alvin A. River - 24/02/2010
L'improvviso aumento del tasso di sconto ad opera della Fed ha risvegliato il dibattito fra gli osservatori economici: siamo alla svolta nella politica monetaria americana? Il quadro è misto: da un lato l'economia appare nettamente sulla via della ripresa, come testimonia il boom del PIL (+5.7%) nel quarto trimestre; ma dall'altro le famiglie appaiono ancora condizionate dall'andamento del mercato del lavoro, e il dato di ieri sulla fiducia dei consumatori evidenzia una certa riluttanza, che si traduce in consumi stagnanti e minaccia di incidere sul PIL quando le componenti una tantum (boom delle esportazioni favorito dal cambio debole, dilatazione della spesa pubblica e processo di ricostruzione delle scorte) verranno meno. L'aumento a sorpresa del tasso di sconto è sembrato più un intervento di normalizzazione sancito più per assecondare un orientamento che andava emergendo a livello di mercato che non un'inversione di tendenza. Dopotutto, come ricordava Schaeffer ieri in questa sede, la "discount window" si è ridotta del 90% rispetto ai momenti più bui.
Fed Funds rate (nero, scala di destra), e saldo netto dei Commercial sull'Eurodollar future, spostato in avanti di 12 mesi (rosso, scala di sinistra)
Il grafico in alto è stato proposto da tempo sul Rapporto Giornaliero e in sede di Yearly Outlook. Evidentemente l'andamento del Fed funds rate - vero punto di riferimento della politica monetaria della Fed - è ben correlato al saldo netto degli investitori istituzionali sul future sull'Eurodollaro*, spostato in avanti di dodici mesi. Di fatto disponiamo di un dato che permette di prevedere con buona approssimazione l'orientamento delle mani forti circa l'operato della Fed. Ebbene, come si può notare, questo modello individua per il mese di marzo il momento di massima pressione. Se un aumento dei tassi ci doveva essere, esso doveva realizzarsi nel primo trimestre di quest'anno. Seguirebbe ora una pressione verso il basso, destinata a proseguire fino ad agosto. In altre parole, un vero e proprio intervento sul tasso ufficiale è prevedibile per non prima di settembre. Quando presumibilmente il mercato del lavoro si sarà stabilizzato. E' una previsione che ci può trovare pienamente d'accordo.
* Remunerazione dei depositi in dollari presso le banche europee.
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Mibtel e il sommario delle analisi postate su sT.
di Charlie Minter 23/04/2010 Gli operatori di mercato e i giornali stanno riproducendo uno scenario completamente fuorviante, secondo cui l’economia ha avviato un processo di ordinato recupero; questo mentre nel frattempo la borsa sconta dati futuri incoraggianti. Vediamo invece cosa raccontano in realtà i numeri. (segue)