29 luglio 2010
Cerca nel sito
Cerca
Home page - Contatti
Europa
Usa
Asia
  Rapporto giornaliero  
  RADIB  
  Strategie Valutarie  
  SPAG  
  CoT Index Report  
AIAF
smartTrader Abbonati smartTrader Abbonati
Macro > Usa
Si incomincia a parlare di exit strategy (II Parte)
di Alvin A. River - 24/02/2010

L'improvviso aumento del tasso di sconto ad opera della Fed ha risvegliato il dibattito fra gli osservatori economici: siamo alla svolta nella politica monetaria americana? Il quadro è misto: da un lato l'economia appare nettamente sulla via della ripresa, come testimonia il boom del PIL (+5.7%) nel quarto trimestre; ma dall'altro le famiglie appaiono ancora condizionate dall'andamento del mercato del lavoro, e il dato di ieri sulla fiducia dei consumatori evidenzia una certa riluttanza, che si traduce in consumi stagnanti e minaccia di incidere sul PIL quando le componenti una tantum (boom delle esportazioni favorito dal cambio debole, dilatazione della spesa pubblica e processo di ricostruzione delle scorte) verranno meno.
L'aumento a sorpresa del tasso di sconto è sembrato più un intervento di normalizzazione sancito più per assecondare un orientamento che andava emergendo a livello di mercato che non un'inversione di tendenza. Dopotutto, come ricordava Schaeffer ieri in questa sede, la "discount window" si è ridotta del 90% rispetto ai momenti più bui.

Fed Funds rate (nero, scala di destra), e saldo netto dei Commercial sull'Eurodollar future, spostato in avanti di 12 mesi (rosso, scala di sinistra)

Il grafico in alto è stato proposto da tempo sul Rapporto Giornaliero e in sede di Yearly Outlook. Evidentemente l'andamento del Fed funds rate - vero punto di riferimento della politica monetaria della Fed - è ben correlato al saldo netto degli investitori istituzionali sul future sull'Eurodollaro*, spostato in avanti di dodici mesi. Di fatto disponiamo di un dato che permette di prevedere con buona approssimazione l'orientamento delle mani forti circa l'operato della Fed.
Ebbene, come si può notare, questo modello individua per il mese di marzo il momento di massima pressione. Se un aumento dei tassi ci doveva essere, esso doveva realizzarsi nel primo trimestre di quest'anno. Seguirebbe ora una pressione verso il basso, destinata a proseguire fino ad agosto. In altre parole, un vero e proprio intervento sul tasso ufficiale è prevedibile per non prima di settembre. Quando presumibilmente il mercato del lavoro si sarà stabilizzato. E' una previsione che ci può trovare pienamente d'accordo.

* Remunerazione dei depositi in dollari presso le banche europee.

Per favore, dai un voto a questo articolo:
Eccellente Buono Sufficiente Mediocre Scarso
Vuoi essere informato sull'uscita di nuovi commenti su smartTrading?
Clicca qui: riceverai tutti i giorni, gratuitamente, l'analisi tecnica dell'indice Mibtel e il sommario delle analisi postate su sT.
 
Accesso riservato
Recupera dati accesso >
  Login  
 
Clippings menù
Per inserire un articolo cliccare sull'icona Clipping accanto al suo titolo. Per visualizzarli cliccare su "Clip".
  Clip  
 
Gli articoli più letti:
luglio 2010
giugno 2010
maggio 2010
Una ripresa tutt’altro che sostenibile
di Charlie Minter
23/04/2010
Gli operatori di mercato e i giornali stanno riproducendo uno scenario completamente fuorviante, secondo cui l’economia ha avviato un processo di ordinato recupero; questo mentre nel frattempo la borsa sconta dati futuri incoraggianti. Vediamo invece cosa raccontano in realtà i numeri. (segue)
 
- Home - Contatti - Abbonati - Diventa smartTrader - Disclaimer - Credits -
  P. IVA: 05590550728