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Azionario > Wall Street
Permane il clima di aspettative contenute
di Bernie Schaeffer* - 03/03/2010

Un tema discusso più volte nelle ultime settimane in questa sede riguarda il clima di aspettative contenute che si è diffuso fra gli investitori. Ciò rende il mercato meno vulnerabile alle cattive notizie. In effetti Wall Street è appara imperturbata di fronte alle manovre restrittive in Cina e all'aumento a sorpresa del tasso di sconto sancito dalla Fed, per non parlare dei timori sulla Grecia, dei dati sull'occupazione poco incoraggianti, e del calo delle vendite di case di nuova costruzione. In un altro momento, queste notizie avrebbero generato una pesante caduta dei prezzi. Sembra come se gli operatori si aspettassero queste cattive notizie, o fossero comunque immunizzati ad una simile evenienza.

La scorsa settimana si accennava alla possibilità che la volatilità calasse, favorendo un recupero del mercato dai minimi ed eventualmente un test dei massimi di gennaio. La volatilità in effetti ha ripiegato (quella storica dal 19.76 al 18.11%; il VIX da 20.02 a 19.50), e il mercato ha sviluppato un consolidamento inclinato verso l'alto.
E' importante però che un eventuale rally del mercato non sia accompagnato da un calo della volatilità storica e al contempo da un rialzo di quella implicita. Quest'ultima ha terminato la passata ottava soltanto del 7.6% sopra la volatilità storica. La differenza è risicata e suggerisce che la volatilità nel complesso potrebbe ora calare, svantaggando il mercato.

Il sentiment nel breve periodo continua a favorire i Tori. Mentre le cattive notizie non impattano negativamente sul mercato, i Tori potrebbero usare i dati positivi per fornire valide ragioni per comprare. Un esempio risiede nel call/put ratio a 10 giorni calcolato dall'International Stock Exchange's (ISE) sulle opzioni su azioni. Il dato continua a collocarsi sui livelli più bassi da luglio 2009. Più basso è il dato, e maggiore è la cautela fra gli operatori. Prima della recente correzione si contavano 20 call acquistate ogni 10 put; oggi il rapporto è di 15 a 10.
Anche secondo il sondaggio di American Association of Individual lnvestors (AAII) gli investitori si manifestano cauti: i rialzisti sono il 36% del totale; a metà ottobre i Tori erano il 47%.

Per lo S&P la resistenza si colloca fra 1110 e 1120 punti. Dal punto di vista stagionale ci sono motivi per ben sperare: il mese di marzo negli ultimi cinque anni è stato il terzo migliore dell'anno; il secondo per ritorno medio negli ultimi dieci anni.


* Todd Salamone per Schaefferresearch.com

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