Verso un retest dei massimi di gennaio di Bernie Schaeffer* - 09/03/2010
Dire che la volatilità (storica) del mercato sia calata è un understatement, dal momento che la HV20 è crollata dal 19.76 all'11.56%. In questo arco di tempo, la volatilità implicita (VIX) è scesa da 20.02 ai 17.69 punti di venerdì scorso. Notevole anche il "premio" del VIX, vale a dire lo scostamento di questo rispetto alla HV20. Fino ad ora il VIX era a malapena superiore alla HV20, e questo da maggio 2009 in poi è stato un indizio di volatilità in calo. In questo momento invece il VIX quota del 45% circa sopra la volatilità storica dello S&P: ciò implica una elevata probabilità che il premio cresca, e ciò è un evento che va osservato da vicino.
Va anche detto però che il VIX vanta un ulteriore potenziale ribassista fino a 17 punti, minimo di gennaio. Inoltre, la HV20 può scendere fino al minimo di fine 2009 a 9.47. Questi livelli andranno monitorati nei prossimi giorni: se il VIX continuerà a quotare a premio rispetto alla HV, si potrebbe valutare la copertura delle proprie posizioni con una put o semplicemente riducendo l'esposizione. Ciò permetterebbe di assistere passivamente ad un eventuale pullback, senza rinunciare ad una esposizione consistente sul mercato.
Il tonfo della volatilità ovviamente è avvenuto a favore di un rialzo del mercato, in procinto di ritestare i massimi di gennaio e in particolare la resistenza a 1150-1160 punti. Sopra questa barriera non si scorgono ostacoli degni di nota prima dei 1200 punti: qui si trova la media mobile a 80 mesi e il supporto rappresentato dal minimo di luglio. Con il Russell 2000 salito in 17 degli ultimi 19 giorni, con il VIX in caduta libera e con lo S&P a ridosso delle resistenze, non ci si dovrebbe meravigliare di assistere ad un rifiatamento. Ma bisogna sempre ricordare che quando il mercato ha spinta ascensionale, tende a sorprendere verso l'alto, grazie anche alle ricoperture e agli investitori che abbandonano le cautele e salgono a bordo del treno rialzista. A livello di sentiment, gli operatori in opzioni continuano a mostrare la stessa cautela sperimentata a luglio 20009, e per quattro settimane consecutive la percentuale di rialzisti monitorati dall'American Association of Individual Investors' (AAII) non va oltre il 36%; questo malgrado un rialzo vistoso nelle ultime quattro settimane da parte del mercato. Ciò non fa altro che sostenere la tesi secondo cui il mercato può salire grazie all'intervento di chi fino ad ora vi è rimasto ai margini.
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