Il supporto a quota 1000 dello S&P500 di Bernie Schaeffer* - 06/07/2010
L'attesa balzo del VIX sopra i 30 punti si è effettivamente concretizzato la scorsa settimana, con l'indicatore di volatilità balzato giovedì a 37.58 punti: in crescita del 32% rispetto alla settimana precedente. Questa fiammata è partita congiuntamente con l'abbattimento dei 1050 punti ad opera dello S&P. Sebbene la chiusura sia stata inferiore al massimo infrasettimanale, il pericolo per i Tori rimane: il VIX ha chiuso oltre quota 30 punti e la sua media mobile punta verso l'alto. Il comportamento della volatilità la passata settimana è stato peculiare. Si osservi il marcato calo di giovedì in tarda mattinata, anche a fronte di un comportamento dello S&P poco correlato inversamente. In effetti, dalla chiusura del 29 giugno, lo S&P ha ceduto quasi il 2%, mentre il VIX è calato da 34.13 a 30.12 nel medesimo arco di tempo. E' un comportamento del tutto inusuale: non è mai successo che il VIX abbia perso così tanto, a fronte di un calo del mercato. Logicamente, il mercato è dominato dagli Orsi. Il contesto tecnico continua a deteriorarsi, dopo l'insuccesso di spingersi oltre la media mobile a 160 giorni durante il rally di giugno. Dal punto di vista contrarian sebbene ci sia stato un certo ispessimento del pessimismo negli ultimi giorni, ciò ha scarso rilievo, trovandoci in un trend ribassista. Dal punto di vista tecnico, molti interpretano lo sfondamento dei 1050 punti come evento confermativo di un pattern noto come "testa e spalle", pattern che produrrebbe un obiettivo a 880 punti. E' una concreta possibilità, da tenere in debito conto. Ma l'istinto contrarian ci spinge a guardare con diffidenza questa visione imperante: il consenso unanime è simile a quello che si generò quando due settimane addietro lo S&P ha superato la media mobile a 200 giorni. Lo sfondamento alla fine si risolse in un falso segnale...
Ad ogni modo, qual è il potenziale supporto di questa fase di mercato? Ci concentriamo su quota 1000 punti in quanto punto di arrivo di una serie di elementi: il passaggio della media mobile a 80 settimane, il 38.2% di ritracciamento del rialzo dal minimo di marzo 2009 al recente massimo di aprile, ed inoltre il 50% di apprezzamento da quel minimo a 666 punti. Inoltre si tratta di una cifra tonda, che nel passato ha esercitato sempre un certo influsso (come nei mesi estivi del 2003). Alla luce delle notizie negative che quotidianamente affluiscono, non sembra essere fretta per i ribassisti per ricoprirsi. Con lo S&P sceso in 9 delle ultime 10 sedute, e con il QQQQ in calo da dieci sedute consecutive, il mercato può sperimentare un violento rimbalzo ad un certo punto. Un pretesto potrebbe essere dettato dalla scadenza imminente delle opzioni put e dalle ricoperture delle posizioni short costruite. Ma qualora il mercato dovesse spingersi oltre le basi su cui c'è prevalenza di posizioni aperte, il ribasso finirebbe per avvitarsi su se' stesso.
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