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Forex Outlook 2008: la prefazione
di redazione Forex - 08/01/2008

Nota. Il Forex Outlook 2008 è un documento 41 pagine riservato agli abbonati a Strategie Valutarie, il rapporto settimanale di analisi macro e operativa sulle valute. Clicca qui per scaricare il modulo di sottoscrizione.

Con il rapporto pubblicato quest’anno siamo giunti alla terza edizione del Forex Outlook, una guida, speriamo esauriente, che si propone come obiettivo principale quello di fare luce sull’evoluzione degli scenari macroeconomici mondiali nell’anno appena concluso, proponendo, per quello che riguarda invece l’anno entrante, spunti di riflessione e previsioni che possono aiutare a capire su quale terreno ogni singola area economica analizzata si muoverà nei 12 mesi successivi.
Ricalcando lo schema delle edizioni precedenti abbiamo cercato di coprire tutte le principali coppie di divise sulle quali un investitore italiano può operare, anche quelle ritenute cosiddette minori le cui analisi in lingua italiana risultano una merce decisamente rara.

L’entrata in vigore della direttiva europea MiFID a fine 2007 sta però ampliando di molto il “campo d’azione” sul quale intervenire, anche dal punto di vista valutario, con strumenti soprattutto obbligazionari denominati in divise “emergenti” che offrono una possibilità di diversificazione del portafoglio maggiore rispetto al passato.
Anche a queste divise, come ovviamente per alle majors, oltre all’analisi macroeconomica, abbiamo dedicato intere pagine di analisi tecnica la quale, considerando il contesto di Outlook per l’intero 2008, cerca di studiare i grafici in un ottica di più lungo periodo, lasciando poi ai consueti rapporti settimanali del lunedì pubblicati su “Strategie Valutarie”, le indicazioni di più breve respiro sulle quali svolgere operazioni di trading o di movimentazione del portafoglio obbligazionario, un’operatività che anche nel 2007 si è confermata positiva con risultati in doppia cifra che hanno superato il 25% di performance.

Non è compito di questa introduzione elencare i temi “caldi” che ci riserverà il 2008 dal punto di vista valutario, ma certamente non possiamo dire che il 2007 è stato un anno privo di spunti:

- E’ proseguita la parabola discendente del Dollaro Americano, praticamente perdente su tutte le valute mondiali, mentre l’Euro ha rappresentato la vera sorpresa con un apprezzamento generalizzato;
- Il 2007 è stato l’anno delle “oil forex”, ovvero quelle valute con una correlazione positiva molto forte con il prezzo del petrolio tra le quali ricordiamo il Dollaro Canadese e la Corona Norvegese;
- Il 2007 è stato anche un anno nel quale un grosso ruolo nelle performance valutarie hanno giocato le aspettative sui differenziali di tasso. Chi, come Usa e Gran Bretagna, ha cominciato a tagliare i tassi, ha visto la sua divisa perdere molti pezzi per strada mentre viceversa chi, come Eurolandia ed Australia per fare due esempi, ha mantenuto una politica monetaria improntata all’aumento del costo del denaro, ha visto premiata e di molto la propria valuta;
- Ma il 2007 è stato anche l’anno di una volatilità che si è riaffacciata in modo prepotente sui mercati valutari mondiali. Dai tre diversi momenti momenti di turbolenza finanziaria vissuti l’anno passato abbiamo imparato una lezione: nei momenti in cui la liquidità diventa merce rara valute come Yen e Franco Svizzero, pur non godendo di differenziali di tasso positivi o di economie che viaggiano a ritmi travolgenti, diventano improvvisamente le più ricercate e questo a causa di quell’effetto domino che viene scatenato da carry traders impauriti e smaniosi di chiudere in fretta ogni posizione corta di valute low yield;
- Il 2007 è stato l’anno della crisi dei mutui subprime, ma soprattutto della crisi di liquidità del sistema finanziario mondiale, con Banche Centrali che hanno cercato, riuscendoci finora, di non far crollare i mercati con iniezioni massicce di denaro nel sistema.
- Il 2007 si è confermato ancora una volta come un’ottima annata per i paesi emergenti che rappresentano ormai il 30% dell’economia globale, ma soprattutto sono stati il maggiore propulsore alla crescita avendo il merito di aver contribuito per quasi al 50% dell’aumento del Pil mondiale nel 2007. - C’è da scommetterci poi che l’affacciarsi sul mercato palesatosi l’anno passato, dei fondi sovereign assumerà sempre maggiore importanza nell’influenzare dinamiche ed equilibri economici su scala mondiale, con veri e propri forzieri carichi di risparmi pronti a muovere flussi valutari imponenti su ogni genere di mercato.

Ma che anno sarà il 2008? Proviamo a scoprirlo insieme nelle pagine che seguono. Buon viaggio...

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