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Azionario > Wall Street
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Per capire dove stiamo andando, è importante elaborare una teoria sui fattori che hanno prodotto il ribasso del mercato azionario della settimana passata. Lo S&P500, certo, ha risentito di una condizione di ipercomprato, che però perdurava da settimane. Una certa rilevanza l'hanno avuta le basi delle opzioni put sullo SPY, sotto i livelli vigenti, che hanno agito da calamita per le quotazioni dell'indice sottostante. Ma in ultima analisi un ruolo decisivo l'ha giocato la volatilità, con il delta hedging che ha imposto agli operatori in opzioni la vendita del future sullo S&P a mo' di copertura.
La figura qui in basso evidenzia una massiccia accumulazione di posizioni sull'opzione put base 255. Ciò implica il ruolo di sostegno e al tempo stesso da calamita, rivestito sull'indice da quota 2550 punti; e poi da quota 2500. Ciò è interessante, perché appena sotto i 2550 punti passa la media mobile a 200 giorni, e a 2550 l'indice cede il 10% dal massimo di gennaio.


Il catalizzatore del ribasso è stato senza dubbio riconducibile all'operato della volatilità. Una settimana fa mi sono soffermato sul fatto che il VIX, per la prima volta dopo diversi mesi, si fosse spinto oltre le resistenze. Il rialzo è proseguito nei mesi successivi, con il VIX raddoppiato soltanto lunedì. In questo processo, chi era lungo sul VelocityShares Daily Inverse VIX Short-Term ETN (XIV), che guadagna dai ribassi di volatilità, è stato letteralmente spazzato via a causa dell'esplosione della volatilità.
Infatti il prospetto del fondo evidenzia la facoltà dell'emittente di procedere a liquidazione, qualora l'indice di volatilità di breve periodo (VXST) dovesse raddoppiare nell'arco di una singola seduta. In simili circostanze, difatti, il valore sarebbe virtualmente azzerato. Alla luce di questa circostanza, molti di coloro che erano lunghi sull'ETF, e dunque short di volatilità; hanno dovuto ricoprire gli short sul VIX, alimentando il boom della volatilità.
Un ruolo non trascurabile è stato rivestito dai programmi automatici, che hanno alimentato le vendite a Wall Street e dintorni.


Nel frattempo l'ultimo Commitments of Traders (CoT), pubblicato venerdì, evidenzia una massiccia attività di ricopertura di posizioni corte sul future sul VIX, da parte dei fondi speculativi. A ben vedere, uno dei rischi che più volte ho segnalato in questa sede, è stato proprio la possibilità che investitori tipicamente dalla parte sbagliata sugli estremi di mercato, corresse a ricoprirsi: alimentando la turbolenza di mercato.
In effetti i fondi hedge sono passati da un saldo netto short di 59 mila contratti, ad un net long di +85 mila contratti, conseguendo il saldo netto positivo più corposo della storia! Nei rari casi in cui un saldo netto positivo è stato conseguito, la volatilità è successivamente crollata; alimentando il rimbalzo del mercato azionario.

* Todd Salamone per Schaefferresearch.com




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