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febbraio 2018 gennaio 2018 dicembre 2017
L'impiego del CESI nell'allocazione di portafoglio
di redazione - 12/06/2018
«I mercati finanziari non sono condizionati dalle notizie "buone" o "cattive". L'importante è che siano "migliori" o "peggiori": rispetto alle precedenti aspettative degli economisti. Si ottengono così indicatori che misurano costantemente la capacità di far meglio o peggio delle previsioni. Questi indici si rivelano utilissimi nell'allocazione del portafoglio azionario».
 
Azionario > Pianeta America
Gli acquisti dei consumatori sostengono ancora Wall Street
di Gaetano Evangelista - 09/03/2018

Nell’ambito della cassettina degli attrezzi dell’analista tecnico, ci sono svariati strumenti atti a scorgere con anticipo l’emergere dei massimi e minimi di mercato: quelli che contano per investitori ed allocatori di portafoglio; non certo quelli che servono a produrre commissioni per gli intermediari, sotto la giustificazione che il trading e bello e magari anche profittevole.
Uno di questi strumenti poggia sugli indici delle società operanti nel settore dei consumi. Come è noto, la Standard&Poor’s calcola (ora) 11 indici principali; fra cui lo S&P Consumer Discretionary, e lo S&P Consumer Staples. L’assunto è che nelle fasi benigne del ciclo economico, le famiglie si lascino andare a spese un tantino più voluttuarie del solito; mentre nelle fasi di congiuntura sfavorevole, si taglia il superfluo, e proporzionalmente le spese per l’acquisto di beni di consumo durevole guadagnano terreno.
Conseguentemente, il rapporto fra Consumer Discretionary (CD) e Consumer Staples (CS) sale durante le espansioni, e scende durante le recessioni: economiche, ma anche di mercato.


Questo assunto è ben evidente esaminando l’andamento dello S&P500 di una diecina di anni fa, a confronto con il rapporto fra i citati S&P CD e S&P CS (linea rossa, scala di destra nella figura in alto). Si nota bene come il picco dello S&P500 (linea azzurra, scala di sinistra) sia stato registrato mentre il rapporto CD/CS puntava già da tempo verso il basso: prefigurando il peggioramento dei tempi incombente.
La divergenza si rivelò premonitrice. E replicò, in termini speculari, all’inizio del 2009: quando il nuovo minimo dell’indice S&P500, non fu replicato da analogo minimo del rapporto CD/CS: un higher low che segnalò l’esaurimento del ciclo negativo, e l’inversione rialzista che di lì a breve si sarebbe sprigionata.
Non è una condizione vincolante, ma se oggi si registrasse una divergenza negativa del tipo sperimentato nel 2007, dovremmo certamente drizzare le nostre antenne. Com’è dunque la situazione su questo fronte?


È di conforto rilevare come il rapporto fra CD e CS si attesti correntemente su nuovi massimi assoluti! Malgrado lo S&P non abbia ancora migliorato il massimo di gennaio, le società che vendono beni di consumo discrezionali godono di ottima salute. Evidentemente la disoccupazione ai minimi termini riempie le tasche delle famiglie, che corrono ad affollare i department store. Non prima di aver passato qualche ordine di acquisto in borsa...





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