In Europa lo Stock/Bond ratio è inarrestabile
- 22/06/2026
Continua la gratificazione degli investitori in azioni nel Vecchio Continente, che fa da contraltare alla montante frustrazione di chi ha prestato fiducia al reddito fisso: penalizzato al contrario dalla risalita dei rendimenti dei titoli di Stato.
Al contrario l'Equity sale a nuovi massimi storici. AGE Italia calcola che negli ultimi sedici anni - da giugno 2010 a giugno 2026 - chi avesse comprato l'Eurostoxx50 avrebbe portato a casa un ritorno medio annuo del 9.5%, includendo anche i dividendi: in un simile contesto, non c'è partita. Non c'è alternativa all'Equity.
E lo si scorge anche in un contesto più di breve periodo: con il confronto fra azioni e bond che ha puntato verso il basso nella seconda metà di due anni fa. Poi, da dicembre 2024, il decollo senza soluzione di continuità dello Stock/Bond ratio europeo.
La sollecitazione dell'"orbita" della media mobile a due anni, si è rivelata felicissima come tempistica di intervento da parte degli investitori, con lo SBR rivalutatosi del 59% da allora: in un anno e mezzo di negoziazioni.
Questo spartiacque dinamico è stato superato verso l'alto sul finire del 2021, imponendo così una leadership indiscussa a favore dell'Equity e a discapito di un reddito fisso continuamente penalizzato dalla risalita dei tassi di interesse, che scavano profonde minusvalenze nei portafogli di investimento, soltanto in parte compensate dalle cedole.
Finché permarrà questa inclinazione favorevole, sarà ragionevole mantenere un sovrappeso in azioni ed un sottopeso sui titoli di Stato, preferendo nel caso soltanto le scadenze brevi e medie: fino a 3 anni.