Pianeta America
I mercati cambiano pelle: approfittare della rotazione dei settori

Investire (non scommettere) nei mercati azionari richiede disciplina, razionalità, stile di investimento (in questo caso inteso come top-down o bottom-up), realismo (i risultati sperati devono essere realizzabili) e tempo (maggiore il tempo, maggiore la possibilità di raggiungere gli obbiettivi). L'approccio top-down prevede l'analisi del trend di fondo del mercato di riferimento, l'analisi (sia termini assoluti, sia in termini relativi, sia in termini di profondità) dei settori e, da ultimo, lo stock picking.

Definito il trend di fondo, l'investitore deve identificare quali settori sono considerati leaders e quali laggards e, quindi, dedicare la propria attenzione ai primi, scartando gli ultimi. Si deve, però, essere consapevoli che i mercati sono dinamici ed i ruoli leaders-laggards interscambiabili.

“In generale vale l'assunto che le fasi di ripresa economica sono particolarmente vantaggiose per le società con modelli operativi ciclici. Nei periodi di flessione, invece, sono i titoli difensivi a esibire la maggior stabilità. Gli investitori possono avvantaggiarsene cogliendo tatticamente il momento opportuno per passare dai settori ciclici a quelli difensivi e viceversa in concomitanza con il ciclo congiunturale.” (fonte UBS).

Da inizio anno un paniere composto dai settori ciclici ha ottenuto un ritorno positivo del 13.16%, mentre il corrispettivo paniere composto da settori difensivi solo +7.13% (l'indice di riferimento MSCI Europe +10.07%). Nel 2018 il risultato è stato:  -13.10% “Ciclici” e -2.46% “Difensivi”. 

Di seguito il grafico del paniere “ciclici” e del paniere “difensivi”, dove quest'ultimo è andato, recentemente, a rivedere il massimo registrato il 7 agosto 2018. Il comparto “ciclici”, invece, ha ancora molta strada da percorrere.

Il massimo fatto registrare il 15 giugno 2018 rimane ancora lontano dai livelli attuali.

Vale, quindi, la pena attuare una strategia settoriale dinamica, ma, soprattutto, è pagante in termini di risultati? In merito sono state effettuate diverse ricerche e diversi tests per cercare di determinare quale strategia adottare e come adottarla. Indubbiamente la ricollocazione del portafoglio in funzione del ciclo economico richiede una conoscenza approfondita della materia e il tempo necessario da dedicare. Il gestore dovrebbe essere quella figura professionale atta a saper massimizzare ed implementare la rotazione dei settori, puntando, quindi, a rendere il portafoglio sempre efficiente (in termini di relazione con l'andamento del mercato).

Il dato del 2018 ed il dato di questi primi due mesi del 2019 fa capire che una corretta attenzione all'evoluzione dei settori può permettere l'ottenimento di risultati sopra la media. Purtroppo ed obiettivamente non risulta essere ne così evidente ne così facile. La mia personale risposta alla domanda iniziale è: “Si vale la pena, partendo dal presupposto che si hanno a disposizione i mezzi per farlo”.

Alcuni dati sono, però, molto interessanti e dovrebbero far riflettere:

  • un portafoglio costituito dai 5 settori Difensivi mostra, generalmente, una migliore diversificazione

Correlazione paniere Difensivi a 5 anni:

Correlazione paniere Ciclici a 5 anni:

  • il rendimento-rischio atteso e l'efficienza di un paniere costituto dai settori difensivi risulta essere migliore

Portafoglio Difensivi:

Portafoglio Ciclici

I dati di cui sopra (fonte Quantalys) mostrano come sia obiettivamente complicato raggiungere dei risultati superiori a quelli del mercato. In realtà per l'investitore la scelta migliore, più efficiente, efficace ed a minor impatto a livello di costi sarebbe quella di scegliere un etf che faccia il tracking del mercato europeo (ERO, per esempio). La performance la fa sempre e comunque il mercato stesso. Il grafico presenta l'andamento di un portafoglio composto dai dieci settori (dif-cic) vs l'MSCI Europe. Una immagine, mille parole.

Specializzato nell'analisi dei mercati finanziari, in particolare equity. Approccio Top-Down, con particolare attenzione all'analisi della profondità, all'analisi settoriale ed all'analisi intermarket. Continua...