Le borse non sono allineate al ciclo economico
- 07/01/2026
Come tutti sanno, le performance dei mercati finanziari sono storicamente correlate allo "stato di salute" dell'economia reale. Per stato di salute non ci si riferisce ai dati macro giornalmente divulgati, come credono gli investitori più sprovveduti. Dati fatalmente tardivi, spesso di diverse settimane se non di alcuni mesi.
I mercati finanziari non si curano del dato in sé, che ha soltanto valore storico nel momento in cui viene divulgato. Ma del confronto fra il dato, e le aspettative che ne hanno preceduto la diffusione. Il confronto, sistematico, fra tutti i dati macro e le aspettative precedenti, definisce uno degli indicatori più preziosi a disposizione della comunità di investitori e trader: l'Economic Surprise Index (ESI).
Gli ESI sono calcolati da diverse istituzioni: Bloomberg, Citi, Societe Generale, Nomura, eccetera. Il meccanismo di costruzione è più o meno simile: abbraccia alcuni mesi di dati (solitamente, tre); compara ogni dato macro, di ogni specie, con le aspettative, e calcola la variazione standardizzata nell'arco temporale.
Un ESI può essere positivo o negativo a seconda che nel periodo esaminato i dati macro abbiano battuto o meno le stime degli economisti. Ciò che più conta per la dinamica dei mercati finanziari.
Storicamente sussiste un nesso molto evidente fra l'ESI, in questo caso delle principali economie al mondo (G10; linea rossa, scala di destra) ed il confronto fra azioni e titoli di Stato, in termini di differenza fra le performance annuali dello S&P500 TR e del World Domestic Bonds TR Index (linea azzurra, scala di sinistra).
Ma anche così, talvolta possono manifestarsi degli sgradevoli allineamenti, per fortuna destinati a rientrare in tempi rapidi. L'ESI delle principali economie mondiali svetta in abbondante territorio positivo: negli ultimi tre mesi i dati macro essendo risultati di gran lunga superiori alle aspettative. Ciononostante, la performance dello Stock/Bond ratio risulta attardata, ed incompatibile con la generosa crescita economica in essere.
A fronte di questa divergenza, di questo ritardo dei mercati finanziari rispetto all'economia reale, gli aggiustamenti possibili sono due: o una ripartenza dei listini azionari, dopo le indecisioni della parte finale dello scorso anno, o un vistoso ridimensionamento del mercato obbligazionario. Ovvero, s'intende, una combinazione di ambo i fattori.
Una divergenza analoga a quella recente maturò la scorsa primavera, come si può ben notare, con l'Equity che in effetti nei sette mesi successivi ha compiuto falcate giganti per riallinearsi adeguatamente alla prescrizione dell'economia reale.