Pianeta America
Un poderoso segnale bullish di lungo periodo

Per la serie "Come siamo arrivati a 3000 punti", ecco un altro indicatore - intermarket - che in tempi non sospetti ha segnalato la possibilità che il mercato azionario americano decollasse. Eravamo ad inizio 2017, lo S&P500 raggiungeva un nuovo massimo storico a 2300 punti, eppure l'entusiasmo tardava a manifestarsi: addirittura gli Orsi, stando al sondaggio settimanale di AAII, superavano abbondantemente il 45% del campione complessivo. Ricorda qualcosa?

All'epoca c'era un parametro che suscitava maggiore attenzione: l'andamento degli spread creditizi. A gennaio 2017 il tasso di variazione annuale del differenziale di rendimento fra corporate bond high yield e Treasury, scendeva sotto il 50%. Proprio così: lo spread si era dimezzato rispetto a dodici mesi prima. Una circostanza eccezionale, ma non senza precedenti.
L'aspetto più intrigante della vicenda, è che i precedenti analoghi storicamente hanno sempre preannunciati ulteriori rialzi per gli anni successivi. Così è stato: da 2300 punti di gennaio 2017, siamo saliti sopra i 3000 punti due anni e mezzo dopo. E sembra ci sia ancora spazio verso l'alto. Perlomeno dal punto di vista temporale, data l'estensione dei movimenti azionari sperimentati in seguito alle precedenti compressione dello spread HY.

Classe 1971, laurea cum laude in Economia e Commercio con una tesi di laurea sull'analisi tecnica dei titoli di borsa, si interessa da oltre venticinque anni di tecniche di analisi dei mercati finanziari. Continua...