Dove andrebbe Piazza Affari senza le banche?
- 29/01/2026
Come sanno tutti, gli istituti di credito sono l'equivalente domestico delle Magnifiche Sette per la borsa americana: perché da soli costituiscono più di un terzo della capitalizzazione complessiva della borsa italiana, e perché negli anni hanno fornito un apporto determinante alla performance della borsa italiana.
Difatti, rimuovendo le banche dall'indice FTSE MIB si ottiene una raffigurazione completamente differente da quella nota a tutti. Una tendenza solidamente positiva, dal 2016 a fine 2021, prima di una prolungata fase non direzionale.
A dirla tutta, una magnifica congestione triangolare, con i confini che si vanno delineando a 30 mila e a 34500 punti. In linea di principio, simili pause tendono ad essere archiviate a favore di un break nella stessa direzione della tendenza precedente: per cui dovremmo aspettarci una rottura verso l'alto. Ma l'incapacità manifestata di recente dall'indice, di proseguire nel rialzo fino alla parete superiore del triangolo, desta qualche riflessione, accentuata dalla recente inclinazione negativa assunta.
Un break verso il basso rimane lo scenario meno probabile, ma che non possiamo escludere a priori. Certo questo orginale indice evidenzia come, in assenza del settore bancario, a Piazza Affari nel complesso non ci sia un plotone in grado di assumere la leadership.