Wall Street
Ci possiamo fidare dell'ipervenduto?

L'ETF IWM, che replica l'andamento del Russell2000, è sceso di quasi il 7% dai massimi. L'RSI a 14 giorni, un popolare indicatore di momentum, segnala ora una condizione di ipervenduto. In verità questi strumenti non sempre sono scrupolosamente esaminati; è quello che faremo oggi: verificare se in effetti le letture estreme dell'RSI producono una effettiva opportunità di acquisto.
Il grafico in basso mostra l'andamento degli ultimi anni dell'ETF citato, con evidenza dei casi in cui l'RSI si è spinto sotto i 30 punti. L'ultimo paio di segnali in effetti appare brillante; ma prima, i segnali sono stati perlopiù deludenti.

Da quando l'ETF ha incominciato ad essere scambiato nel 2000, ci sono in tutto 26 rilevazioni di RSI sotto i 30 punti. Mi limito a contemplare i casi in cui l'RSI si mantiene sopra i 30 punti per almeno un mese, prima di scendervi sotto, onde evitare i segnali ripetuti.
La tabella in basso sintetizza i ritorni conseguenti a queste rilevazioni, da due settimane a sei mesi dopo. L'IWM fa significativamente meglio a tutti i livelli temporali, soprattutto nel breve periodo: due settimane dopo l'ETF consegue una performance media del 2%, salendo nel 70% dei casi. Notevole il confronto con l'andamento medio storico.
La volatilità è superiore alla norma, ma è confortante notare come questo elemento giochi a favore dell'investitore, e non a sfavore.

Presidente della Schaeffer's Investment Research, Inc, e autore di "The Option Advisor", un best seller nel settore delle opzioni, di cui esiste dal 1981 una newsletter omonima. Continua...