Wall Street
Perché in borsa premia la mentalità da "bicchiere mezzo pieno"

La scorsa settimana i titoli azionari hanno registrato un calo, ma non è cambiato nulla se si osserva l’andamento dell’indice S&P 500 (SPX – 7.411,98) da metà maggio, quando l’indice si è avvicinato per la prima volta al livello di 7.530, pari al 10% in più rispetto alla chiusura dell’anno scorso. Dal 14 maggio sono trascorsi 48 giorni di negoziazione e solo in quattro di essi l’apertura, il massimo e il minimo dell’SPX sono stati superiori a 7.530. Negli altri 44 giorni di negoziazione, si è registrato o un sfioramento dei livelli di 7.300 o 7.530, oppure candele intere comprese tra questi due livelli. In altre parole, il trading range è stato ristretto, pari al 3%.

Si tratta di un flashback al periodo compreso tra dicembre 2025 e febbraio 2026, quando l’indice SPX è rimasto all’interno di un intervallo di tre mesi solari, ovvero 66 giorni di negoziazione, compreso tra 6.800 e 7.000. Non è ancora chiaro quanto durerà questo intervallo, ma anche l’andamento registrato tra dicembre 2025 e febbraio 2026 si è limitato a un intervallo del 3%. Per quel che vale, dopo la prima candela completa al di sotto dell’intervallo 6.800-7.000 registrata il 6 marzo, l’indice SPX ha perso quasi il 6% in un periodo di tre settimane.

Per avere indicazioni su cosa potrebbe seguire una rottura di questo intervallo, la storia recente offre una guida: negli ultimi 10 anni, l’indice SPX ha mostrato diversi andamenti simili che si sono mantenuti per due mesi. Abbiamo utilizzato le nostre capacità di analisi dei modelli per elaborare i rendimenti futuri riportati nella tabella sottostante.

Se sei un investitore rialzista, i risultati storici non sono particolarmente incoraggianti per il prossimo mese. Tuttavia, guardando ai prossimi tre mesi, i rialzisti hanno motivo di vedere il “bicchiere mezzo pieno”.

Il dato saliente nella tabella sottostante riguarda l’andamento dei prezzi da dicembre 2025 a febbraio, di cui ho parlato in precedenza, e che rappresenta il nostro dato più recente.

Nella settimana che ci aspetta, gli eventi specifici delle singole società domineranno la scena, consentendo a trader e investitori di concentrarsi meno su quanto sta accadendo a livello degli indici generali. Questa settimana è quella con il maggior numero di pubblicazioni di risultati finanziari durante la stagione degli utili.

A livello macroeconomico, è ovvio che notizie imprevedibili relative alle tensioni tra Stati Uniti e Iran potrebbero causare oscillazioni improvvise durante la notte o addirittura nell’arco della stessa giornata a livello degli indici.

Questa settimana è prevista anche la riunione del Federal Open Market Committee (FOMC). Le aspettative dei trader sui futures sui Fed Funds sono contrastanti, con una probabilità implicita del 38% di un rialzo dei tassi di un quarto di punto e del 62% di una situazione invariata.

Per quanto riguarda il sentiment, gli investitori al dettaglio sembrano prepararsi a una rottura al ribasso di questo intervallo: il sondaggio settimanale dell’American Association of Individual Investors (AAII) mostra infatti che solo il 29% degli intervistati è ottimista, il dato più basso registrato quest’anno.

Anche gli acquirenti di opzioni sui titoli che compongono l’indice SPX stanno diventando preoccupati, poiché il rapporto tra volumi di opzioni put e call acquistate (per aprire una posizione) su un periodo di 10 giorni sta salendo da un livello neutro.

Un investitore rialzista vorrebbe vedere l’indice SPX mantenersi all’interno del proprio intervallo di oscillazione, dato che il sentiment sta diventando sempre più cauto. L’implicazione contrarian sarebbe una rottura al rialzo dell’intervallo proprio quando pochi se lo aspettano. La storia, tuttavia, suggerisce che i rialzisti potrebbero dover essere pazienti in questa fase del trend, poiché vi è una probabilità del 50% che l’indice SPX registri un rialzo nelle prossime due settimane. Tuttavia, se dovesse registrare un calo, le flessioni tendono a superare l’entità dei rialzi.

Presidente della Schaeffer's Investment Research, Inc, e autore di "The Option Advisor", un best seller nel settore delle opzioni, di cui esiste dal 1981 una newsletter omonima. Continua...