Bund / JGB
Intanto in Giappone i rendimenti "volano"

La cura Abe in Giappone comincia a produrre i suoi frutti. Il nuovo governo di Tokyo ha dichiarato a gran voce l'intenzione di far uscire l'economia nipponica dalle secche di oltre un ventennio di deflazione, e per questo conterà sull'ausilio della Bank of Japan, chiamata ad assorbire più delle emissioni di titoli pubblici calendarizzati. In questo modo spiazzando gli investitori domestici, "costretti" a comprare titoli stranieri, vendendo allo scopo yen e comprando valuta straniera; in tal modo deprimendo il cambio e stimolando l'export.
La cura sembra sortire già i primi effetti, a giudicare dal balzo del PIL (+3.5% annualizzato) nel primo trimestre, e dalla crescita delle aspettative inflazionistiche.

Proprio questo aspetto sta "innervosendo" il mercato obbligazionario pubblico. I Japanese Government Bond (JGB), il cui rendimento decennale è sceso ai primi di aprile ad un minimo storico allo 0,325%, si sono vistosamente apprezzati negli ultimi mesi: evidentemente si ritiene fondata la "minaccia" di maggiore inflazione; una volta tanto, si direbbe.
Sta di fatto che lo yield decennale si è spinto in questi giorni nettamente oltre la soglia tecnica della media a 200 giorni, come evidenzia il grafico in alto: abbiamo assistito ad un primo segnale di inversione di tendenza. Ma dove si possono spingere ora i rendimenti?

Un indizio lo fornisce il secondo grafico, che mostra lo yield decennale dei JGB, unitamente alla media mobile a 200 settimane. La soglia tecnica si attesta in area 1,05%. Evidentemente, è una soglia non interessata da diversi anni. Fin lì i rendimenti dei titoli pubblici giapponesi hanno strada. Oltre, abbatterebbe un'ulteriore barriera. Cagionando, immaginiamo, qualche iniziale grattacapo a fondi pensione e investitori istituzionali domestici, pieni fino alla punta dei capelli di titoli del debito pubblico nipponico.

Il responsabile del settimanale Strategie Valutarie condivide su sT parte delle analisi riservate ai suoi abbonati. Continua...