Globale
Banche centrali e mercati: c'eravamo tanto amati...

Il posizionamento della variazione annuale dei prezzi al consumo al di sopra degli obiettivi ufficiali delle autorità monetarie, e la tendenziale risalita nei mesi recenti, ancor prima dello scoppio della crisi nel Golfo Persico; hanno indotto le banche centrali ad affollare sempre più il Pause Club, con Reserve Bank of Australia e Bank of Japan già ufficialmente e da tempo in modalità hawkish.

La proporzione di banche centrali che hanno ridotto i tassi ufficiali come ultima misura di politica monetaria, si va dunque assottigliando, pur permanendo sui massimi assoluti. Ma, come evidenzia la figura in basso, ci andiamo distaccando dai valori plebiscitari vantati fino ad inizio anno.

Al momento, la proporzione di banche centrali in modalità dovish si attesta all'85% del totale mondiale. Di questo passo, a primavera inoltrata usciremo da questa invidiabile comfort zone, entrando in un contesto di moderazione monetaria formale ma meno ampia del passato.

L'importante, ai fini del mantenimento del bull market ciclico formalizzato nel 2023 quando questo indice di diffusione svoltò definitivamente verso l'alto, è che non si scenda sotto il 50%: quella sarebbe una condizione storicamente compatibile, se non con i veri e propri bear market, di sicuro con contesti di mercato poco digeribili per gli investitori.

Un operatore professionale da molti anni attivo sui principali mercati finanziari mondiali. Continua...