Globale
Quel formidabile nesso fra economia e mercati

Il rilascio ieri del PMI manifatturiero globale, rende il giusto tributo alla consolidata correlazione fra economia reale e mercati finanziari. Come certifica la figura in basso, il Global PMI di JP Morgan (linea nera, scala di destra) collima quasi alla perfezione con lo Stock/Bond ratio (performance annuale; linea azzurra, scala di sinistra). In altre parole quando l'attività manifatturiera, estremamente ciclica, si espande sotto la prospettiva di questo indice di diffusione, le azioni "battono" i titoli di Stato. Quando il PMI si contrae, il vantaggio dell'Equity si assottiglia.

Vien da sé che prima di assistere ad un cambio della guardia, ad un avvicendamento nella leadership in essere da anni sui mercati finanziari, il PMI si dovrebbe inabissare ben sotto l'asticella dell'equilibrio dei 50 punti. A quel punto il reddito fisso sarebbe da privilegiare. Il che naturalmente non implica automaticamente un bear market azionario, bensì semplicemente che ai titoli di Stato andrebbero finalmente concessa una quota maggiore di quella attualmente risicata nei portafogli di investimento.
Verosimilmente, uno scenario - eventuale - destinato a manifestarsi non prima del 2027, nella peggiore delle ipotesi. Diversi studi, invece, come ricordato dal Rapporto Giornaliero, segnalano la prospettiva di una accelerazione della congiuntura globale fino all'inizio del prossimo anno; prima di un ripiegamento, partendo però da livelli ben più sostenuti di quelli correnti.
Di riflesso la circostanza è destinata a riverberarsi favorevolmente sulla capacità delle società quotate di generare profitti.

Classe 1971, laurea cum laude in Economia e Commercio con una tesi di laurea sull'analisi tecnica dei titoli di borsa, si interessa da oltre venticinque anni di tecniche di analisi dei mercati finanziari. Continua...