USA
Chi ha bisogno di tassi più bassi?

Le aspettative di mercato si sono ribaltate rispetto a tre mesi fa. La prospettiva di uno o più tagli dei tassi ufficiali negli Stati Uniti, ha lasciato posto ora ad una clamorosa attesa di rincaro del costo ufficiale del denaro da qui ad un anno: verosimilmente, sul finire del 2026, una volta preparata adeguatamente la ribalta dei destinatari.
Il transito labioroso dall'easing al tightening potrà legittimamente indisporre i soggetti mutuatari, che desidererebbero più agevoli condizioni di accesso al credito, a fronte di quotazioni immobiliare roventi che rendono problematico l'acquisto della prima casa. Tuttavia tanto l'economia reale quanto i mercati finanziari, evidenziano con le rispettive dinamiche un complesso accomodante in termini di condizioni finanziarie complessive.
Senza andare troppo lontano, il livello reale del Fed Funds rate dice tutto.

Al netto del tasso swap, in altre parole dell'inflazione "prezzata" dal mercato, il policy rate negli Stati Uniti si attesta poco sopra l'1.0%. Il mercato ha smantellato tutta una serie di inasperimenti del costo ufficiale del denaro, effettuati dopo il riconoscimento della natura non transitoria dell'inflazione di inizio decennio. Tassi reali a questo livello risultano eccessivamente accomodanti, e non sarebbe clamoroso se risvegliassero definitivamente la dinamica dei prezzi al consumo.
Siamo su proporzioni ben diverse da quella che nel 2000, e nel 2007, anticiparono le recessioni. All'epoca il real Fed Funds rate si attestò rispettivamente al 5 e al 3 percento. Oggi converge verso l'uno percento.
Diventa sempre più probabile - e opportuno - che il neogovernatore Warsh inaguri il suo mandato con un bell'aumento dei tassi di interesse...

Classe 1971, laurea cum laude in Economia e Commercio con una tesi di laurea sull'analisi tecnica dei titoli di borsa, si interessa da oltre venticinque anni di tecniche di analisi dei mercati finanziari. Continua...