USA
Fine del ciclo monetario distensivo?

Come è universalmente noto, la Federal Reserve si accinge a concludere entro tre settimane il programma di ridimensionamento del volume complessivo degli asset: con i bond in scadenza che saranno reinvestiti in titoli di breve durata (T-Bill): contribuendo così - almeno negli auspici - alla riduzione delle tensioni che da alcune settimane si accumulano sul mercato della liquidità interbancaria.

Al contempo, però, il governatore Powell ha precisato che la prospettiva di un nuovo taglio dei tassi fra un mese non deve essere considerata un dato di fatto. La certezza che aleggiava pochi giorni fa, è diventata nulla più che una consistente ma non rocciosa probabilità. Alla fine le due forze citate finiscono per neutralizzarsi a vicenda.

Dicono che è il mercato obbligazionario a dettare la politica monetaria alla banca centrale USA, e forse l'argomentazione non è del tutto priva di fondamento. Sta di fatto che lo yield dei Treasury a due anni ha assunto adesso una fisionomia ben definita, che in effetti escluderebbe nuovi tagli del costo ufficiale del denaro.

Il confronto fra yield a 2 anni e Fed Target rate (valore centrale del range ufficiale), opportunamente rettificato, si colloca infatti ora nei pressi dello zero. Dopo il taglio di fine ottobre il mercato ha rimosso ogni aspettativa di ulteriore intervento sul policy rate. Allo stato attuale, la politica monetaria distensiva riavviata a settembre dopo nove mesi di pausa, sembra definitivamente esauritasi.

Con quali contraccolpi per l'inflazione, l'economia ed i mercati finanziari, lo vedremo nei mesi a venire.

Classe 1971, laurea cum laude in Economia e Commercio con una tesi di laurea sull'analisi tecnica dei titoli di borsa, si interessa da oltre venticinque anni di tecniche di analisi dei mercati finanziari. Continua...