USA
Si va verso una recessione negli Stati Uniti?

C'é legittima attesa per la prossima release dell'ISM Index, il barometro dell'attività manifatturiera negli Stati Uniti. Il dato ha conseguito un picco nell'ormai lontano mese di agosto 2018, e si attesta ora sui minimi degli ultimi due anni e mezzo, pur collocandosi tuttora sopra l'asticella dell'equilibrio.
Poco male, insomma. Due però sono i fattori che scuotono gli osservatore:
- la versione preliminare del PMI, resa nota qualche giorno fa, è scivolata a 50.6 punti: ad un passo dalla definizione di contrazione, ai livelli più bassi degli ultimi dieci anni;
- delude in modo particolare la componente "Nuovi Ordini" dell'ISM Index. In particolare il rapporto fra Nuovi Ordini e Scorte:

Ad evidenza, in circostanze analoghe, nel 2001 e nel 2008, l'economia americana è scivolata in recessione. Anche ad inizio decennio il rapporto NO/I ha raggiunto livelli simili a quello di fine aprile; ma è puntualmente intervenuta la Fed, con programmi di stimolo straordinari che hanno rimesso l'economia in carreggiata.
Il nervosismo degli economisti discende dal fatto che la banca centrale americana minimizza, reputando temporanei i fattori congiunturali tinteggiati di rosso. Questo non piace al mercato, che sottolinea con l'inversione della curva dei rendimenti il proprio disappunto.
Al momento la stima di crescita per il Q2 da parte della Fed di Atlanta si attesta al +1.3%. Nella parte bassa del range di previsione degli esperti. La sensazione è che lo stesso direttorio della banca centrale americana, non creda alle dichiarazioni concilianti di Powell.

Classe 1971, laurea cum laude in Economia e Commercio con una tesi di laurea sull'analisi tecnica dei titoli di borsa, si interessa da oltre venticinque anni di tecniche di analisi dei mercati finanziari. Continua...