Commodities
A che punto è il successo dell'oro rispetto a Wall Street?

Molti investitori hanno scoperto soltanto di recente il luccichio del metallo giallo, ma l'oro si è imposto all'attenzione degli esperti di mercati finanziari da ormai più di un lustro. In termini assoluti, ma soprattutto relativi.
I metalli preziosi conoscono un andamento vistosamente ciclico rispetto alla più popolare modalità di investimento: il mercato azionario. Il confronto fra i ritorni decennali del gold, e quelli "total return" dello S&P500, oscillano all'interno di un range ben definito, con estremi posizionati a -500 e +500 percento. La soglia inferiore è stata toccata ad inizio secolo, la soglia superiore è stata raggiunta nel 2011, mentre a cavallo fra la fine degli anni Dieci e l'inizio degli anni Venti il confronto fra le performance decennali ha toccato un (doppio) minimo dal quale è risalito poderosamente.

È dal 2021 che il confronto punta verso l'alto. Da uno spread del -388% siamo risaliti sul finire dello scorso anno in territorio positivo, ed in questi giorni il saldo è salito sopra il +30%: notevole, considerato il bull market azionario e il fatto che i metalli preziosi per definizione non corrispondono remunerazione ai detentori.
In linea teorica, la differenza fra i saldi decennali può ancora migliorare. Questo ovviamente non implica l'opportunità di preferire l'oro alle azioni, ma raccomanda il beneficio di un portafoglio diversificato che includa anche le materie prime. Dubitiamo che lo spread raggiunga i +500 punti percentuali, ma al pari delle circostanze passate, sarà l'incrocio verso il basso con la media mobile a dettare qui il cambiamento di tendenza di lungo periodo.

La competenza dell'ufficio studi di AGE Italia, eccezionalmente al servizio dei lettori di smartTrading. Continua...