Commodities
Buone notizie per la Terra: il cibo costa meno

Da sempre c'è un sano contrasto fra gli investitori in materie prime, che ad un certo punto fanno il tifo per quotazioni crescenti; e famiglie ed imprese, consumatrici di commodity, che auspicherebbero quotazioni stabili quando non calanti. La questione è di rilevante importanza per i ceti meno abbienti, per i quali la bolletta energetica e la spesa per l'acquisto delle derrate alimentari, rivestono una quota considerevole del proprio reddito disponibile.
Anche per questo la FAO calcola il prezzo medio delle derate alimentari: il FAO Food Price Index è la media ponderata delle quotazioni di cereali, oli vegetali, carni, zucchero e latte e latticini.

L'indice in questione ha manifestato una tendenza crescente dal 2002 al 2011: quando è iniziato un declino generalizzato, sicuramente salutato con favore dalla popolazione mondiale meno abbiente.
Il Food Price Index ha violato a metà decennio la media mobile di lungo periodo. Il rimbalzo successivo è stato contenuto non una bensì tre volte, prima della flessione dei mesi più recenti.
Allo stato attuale le prospettive dei generi alimentari sono condizionate da questa configurazione tecnica: che non farebbe escludere ulteriori declini nei mesi a venire. Fino a prova contraria: vale a dire, salvo superamento della barriera venutasi a delineare a 185 punti.

Classe 1971, laurea cum laude in Economia e Commercio con una tesi di laurea sull'analisi tecnica dei titoli di borsa, si interessa da oltre venticinque anni di tecniche di analisi dei mercati finanziari. Continua...