Gold: il fascino delle rotture pluriennali
- 12/01/2026
È sulla bocca di tutti ma nelle tasche di pochi. L'oro ha conquistato gli investitori nel 2025, con una performance che ha annichilito tutte le tradizionali asset class finanziarie. Ma il successo del metallo prezioso non è maturato lo scorso anno.
Occorre riavvolgere il nastro, e risalire al 2024, quando la quotazione del gold, al netto dell'inflazione, si proponeva oltre il doppio massimo del 1980 e del 2011: una barriera che non è enfatico definire storica:
Quel breakout, intervenuto quando la quotazione in moneta nominale oscillava attorno ai 2.600 dollari, ha dato la stura ad un movimento parabolico, verticale. Paradossalmente mentre l'inflazione tornava alla baia dopo la fiammata di inizio decennio.
Questo conferma l'importante operativa delle rotture dei massimi pluriennali. Un principio sacrosanto, e codificato dai trader di successo degli anni Settanta, che trova applicazione anche nell'era moderna: sulle commodity, ma non solo.
Il principio è di buon auspicio, nel momento in cui analogo breakout si registra su innumerevoli indici azionari. Questo per esempio è il CAC40 della borsa di Parigi:
Viviamo tempi interessanti...