Emerging Markets
Gli ETF obbligazionari emergenti per vincere la stagionalità

N.B.: Questo articolo è estratto da Forex Portfolio, supplemento infrasettimanale di Strategie Valutarie: rapporto dedicato agli investitori evoluti sul Forex.

Si parte dalla rottura rialzista che si è consumata in modo netto sull’Etf iShares J.P.Morgan Emerging Local Government Bond per allargare l’analisi questa settimana agli investimenti in bond emergenti in valuta locale.

Come segnalato qualche settimana fa il break verso l’alto dell’ETF sembrava imminente ed infatti l’ultima resistenza di 52.30 ha ceduto. Da quel momento il valore dell’ETF è salito di altri 3 euro raggiungendo quota 55. Apparentemente l’inversione del trend bearish è cosa fatta ed anche se consideriamo lo stacco cedolare che zavorrerà il prezzo fra qualche giorno (nel 2018 1.73 $), il prezzo dell’ETF in Euro dovrebbe rimanere sopra la resistenza ora diventato supporto.

L’ Etf iShares J.P.Morgan Emerging Local Government Bond ha avuto un rendimento annuo composto del 2,7% negli ultimi 5 anni.

Andiamo allora a vedere l’indice sottostante l’ETF in Euro versione total return per capire realmente dove si posizionerebbe l’investimento nei bond emergenti in valuta locale tenendo in considerazione anche il flusso cedolare. Ed ecco che tutto appare più chiaro. Siamo a circa il 2% da un livello di resistenza molto significativo. Trend line ribassista a cui somma l’unione dei massimi del 2014 e del 2018.

Rompere questo diaframma imporrebbe un atteggiamento long deciso verso le valute locali emergenti che accantonerebbero così il bear market cominciato nel 2013.

Le cedole hanno quindi fatto la differenza in tutti questi anni consentendo al ritorno totale dell’investimento di galleggiare. Non parliamo di numeri esaltanti ma sempre superiori al 2% lordo annuo nell’ultimo lustro.

Bene la cedola, meno bene la valuta. Sintetizzato dal JpMorgan Emerging Currency Index, il paniere delle valute emergenti contro Dollaro americano continua infatti a stazionare poco sopra i minimi degli ultimi 20 anni.

Gli abbonati più anziani conoscono certamente un indicatore che utilizziamo per supportare eventuali view bullish/bearish sulle local currency.

Stiamo parlando del FAO Food Index, indice che misura l’andamento dei prezzi di un paniere di “food commodities”.

Il suo andamento, ma soprattutto la capacità dell’indice di stare sopra o sotto la media mobile a 15 mesi, negli ultimi anni è stato di grande utilità nell’individuare la partenza di nuove tendenze sulle valute locali emergenti.  Il recente upside e soprattutto il tentativo in corso di violare verso l’alto la media mobile, lascerebbero ben sperare per l’avvio di una fase bullish per le valute emergenti dopo tanti anni di sofferenza.

Il Fao Food Index dal 1960 è quadriplicato in termini nominali, è praticamente invariato in termini reali.

Staremo a vedere se questo movimento positivo delle ultime settimane sulle local currency riuscirà a trovare una sua continuità. Dal punto di vista macroeconomico il mondo emergente ha visto sostanzialmente un miglioramento rispetto al primo semestre 2018 quando la crisi di alcune valute (Try e Ars) in particolare furono causate da un peggioramento importante del deficit delle partite correnti.

Il grafico ci mostra in effetti come il mondo emergente dal terzo trimestre 2018 in avanti ha migliorato il suo profilo soprattutto sui paesi in deficit.

 

L'analisi continua sul Forex Portfolio, ove è esaminata la stagionalità per i mesi estivi, e proposta una allocazione EM basata su ETF.

Il responsabile del settimanale Strategie Valutarie condivide su sT parte delle analisi riservate ai suoi abbonati. Continua...