Ampiezza e volume
Un segnale (quasi) andato a segno

Uno dei tratti distintivi del mercato azionario americano di quest'anno, è stata l'ampia partecipazione delle società quotate. Non più appannaggio di poche compagnie, magari ad elevata capitalizzazione, e tutte appartenenti ad uno specifico settore, magari fondamentalmente sopravvalutato; il 2026 di Wall Street si contraddistingue per una crescita finalmente organica: non a caso la Advance-Decline Line è salita a nuovi massimi storici, pur con il mercato apparentemente laterale.

Un'altra misura degna di nota, è la statistica relativa alle società del NYSE sui massimi annuali. In termini medi a due settimane, il dato si è spinto di recente oltre il 10% delle quasi tremila società quotate sul tabellone principale della borsa americana. È un peccato che sia mancato un soffio per conseguire una partecipazione storicamente di rilievo.

Perché è bullish in prospettiva quando i nuovi massimi... salgono a nuovi massimi. Nello specifico, quando la statistica in questione raggiunge il livello più elevato degli ultimi tre anni. Il setup è scattato di recente a settembre di due anni fa, a marzo 2021, a metà 2016, a maggio 2013 e ad ottobre 2009. In tutti i casi sono seguiti diversi mesi di ulteriore crescita delle quotazioni azionarie americane, pur certo fra alti e bassi del tutto fisiologici.

Particolare di rilievo: il setup non si è mai sperimentato nei sei mesi precedenti i bear market.

Certo non è detto che non si registri un'ampiezza ulteriormente confortante nei prossimi giorni che favorisca il conseguimento di un massimo di rilievo nella statistica dei massimi. Nel caso, ne parleremo in sede di Rapporto Giornaliero.

Classe 1971, laurea cum laude in Economia e Commercio con una tesi di laurea sull'analisi tecnica dei titoli di borsa, si interessa da oltre venticinque anni di tecniche di analisi dei mercati finanziari. Continua...