Proseguiamo nella nostra rassegna dell'eventuale surriscaldamento raggiunto dal mercato azionario americano, reduce da oltre quattro anni di brillante (ma non sfrenato) bull market. Una tesi molto diffusa è che gli utili siano cresciuti più delle stesse quotazioni, rendendo il mercato paradossalmente più conveniente oggi... Continua...
La notizia del giorno è senza dubbio lo scivolone dei listini successivo al tweet dell’agenzia di stampa AP che avvertiva di due esplosioni alla Casa Bianca e della morte del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Notizia assolutamente falsa e finita su twitter grazie alla violazione – per ora non si sa da parte di chi – del conto della AP. Continua...
Pochi credevano quattro anni fa che saremmo arrivati a quota 1000 di S&P. Non solo siamo risaliti alla quadrupla cifra dal famigerato livello 666, ma abbiamo bruciato tutte le successive tappe. E ora che per la terza volta affrontiamo quota 1550 punti (più o meno), la stessa fatale nel 2007, qualcuno prova legittimamente le vertigini. Continua...
Sono riusciti a recuperare un pò di terreno gli indici di Borsa americani dopo la peggiore flessione settimanale dell’anno – e dallo scorso novembre. La spinta è arrivata dalla tecnologia (in attesa dei conti di Apple e Netflix) e dal settore energetico. Gli operatori hanno digerito per l’intera seduta l’effetto della decisione del G20... Continua...
Wall Street si è lasciata alle spalle la congestione formatasi dal 2000. Un breakout rialzista in piena regola, dopo tredici anni di correzione degli eccessi della fine del secolo scorso. Storicamente un nuovo bull market "secolare" (cioé di lungo periodo) è partito quando i tassi di interesse hanno assunto una precisa conformazione... Continua...
Nella prima parte di questa indagine, abbiamo collocato il rialzo delle quotazioni azionarie nelle giusta prospettiva storica. Un bull market diventa "bolla" quando i prezzi si estendono "troppo", dal punto di vista statistico. Ma un ruolo tutt'altro che secondario è rivestito dai tassi di interesse: i quali furono sciaguratamente aumentati nel 1987... Continua...
Gli indici di Borsa americani hanno recuperato almeno una parte del terreno perduto nella seduta di ieri, la peggiore dallo scorso novembre. Le perdite di ieri sono state in parte innescate da dati economici deludenti e in parte dai movimenti dei titoli minerari che hanno risentito dei ribassi dei prezzi dei metalli – soprattutto dell’oro. Continua...
Fino a cinque anni fa era relativamente facile stabilire il valore di equilibrio di Wall Street: il cosiddetto "Fed Model" confrontava il rendimento dello S&P500 con quello dei titoli di Stato, stabilendo un livello ottimale per le quotazioni azionarie. Ma le manipolazioni dei tassi ad opera della stessa Federal Reserve hanno compresso... Continua...
Uno dei temi del 2013 è il declino dell'oro come bene rifugio, sostituito in termini relativi dal mercato azionario, reduce da ben dodici anni di declino rispetto all'oro giallo. Questa previsione ha trovato grande riscontro in queste prime 15 settimane dell'anno; ma l'orientamento non è certo di breve periodo: il rapporto fra Wall Street e... Continua...
La formazione di un nuovo massimo storico sullo S&P non poggia ne’ sull’economia, ne’ sugli utili, ne’ sui fondamentali: si basa quasi esclusivamente sulla cieca fiducia nella capacità della Fed di fornire liquidità a sufficienza per continuare a sognare. Da questo punto di vista l’attuale rialzo ricorda quello di fine anni ’90... Continua...