Eccoci qui, quasi sei anni dopo la crisi finanziaria del 2008, con la Federal Reserve che continua a stampare moneta. All’inizio ci fu spiegato che il Quantitative Easing serviva a prevenire l’insorgere di una nuova Grande Depressione: è stato fatto con il QE1, alla fine del 2008; e con il QE2, fra novembre 2010 a giugno 2011. Continua...
Appagati dal boom dei mercati azionari degli ultimi cinque anni, con la borsa americana che considerando anche i dividendi è più che triplicata dai minimi di marzo 2009 (dove sono quelli che "è soltanto un bear market rally..."?), e intimoriti dalla ripresa dell'inflazione negli Stati Uniti, che minaccerebbe di impattare... Continua...
Tentano un recupero gli indici di Borsa americani dopo la debolezza riscontrata all’inizio delle contrattazioni. Una debolezza che aveva già caratterizzato le borse in Europa e in Asia, mercati sotto pressione ancora per via delle tensioni in Iraq e del conseguente aumento del prezzo del petrolio, oggi fino ai massimi di nove mesi. Continua...
Mentre contano le laute plusvalenze generate da più di cinque anni di rialzi, gli investitori giustamente si interrogano non tanto sui motivi, quanto sui fattori che possano preludere ad un esaurimento di questa entusiasmante esperienza da raccontare ai nipoti. L'attenzione si sofferma sul massimo del 2007 e su quello del 2000; ma... Continua...
Si dibatte sul motivo per cui tassi in Europa e Stati Uniti siano scesi così tanto quest’anno. Nel frattempo la BCE di Draghi ha annunciato l’adozione di una serie di politiche reflazionistiche, che si spera rovescino la deflazione imperante in tutta Europa. Questo fenomeno è cagionato dal collasso del debito nel sistema, che ha indotto... Continua...
La settimana è iniziata in sordina a Wall Street e probabilmente non vedremo grossi movimenti fino all’arrivo dei tanto attesi dati sull’occupazione (mercoledì e venerdì) e fino alla riunione della BCE di giovedì. Secondo Kenneth Polcari il mercato è arrivato al top, ma solo temporaneamente, con gli operatori che si chiedono... Continua...
Da ormai più di tre lustri si assiste sui mercati al cosiddetto “paradosso di Gibson”, dal nome non dell’attore australiano ma dell’economista britannico, che rilevò una correlazione positiva fra rendimenti obbligazionari e quotazioni azionarie. Il fenomeno è in essere dalla fine degli anni Novanta: quando le tendenze... Continua...
Seduta debole per gli indici di Borsa americani che oscillano intorno ai livelli dell’ultima seduta con gli investitori che si chiedono dove possa ancora arrivare lo S&P 500 dopo i record toccati ieri, per la quarta seduta su cinque. Lo S&P 500 non sembra voler ancora indietreggiare: semplicemente perché non c’è una seria alternativa. Continua...
Uno dei pilastri del bull market degli ultimi cinque anni abbondanti è la percezione che la ripresa economica stia accelerando al punto da potersi autoalimentare. È da così tanto tempo che manca una ripresa superiore alla media, che ormai si fa fatica a ricordarne l’ultimo episodio. Elementi che oggi sono sbandierati come indizi di... Continua...
Un'inflazione persistentemente bassa, è soltanto uno dei motivi per cui i tassi di interesse non sono saliti in questi anni, malgrado le manovre monetarie delle banche centrali. Centrano l'output gap la contrazione del credito, senza dubbio; ma dal 2008 in poi si assiste ad un fenomeno strutturale, e globale, che giustifica... Continua...