Il ruolo di Powell e domani di Warsh risulta oggi perlopiù notarile: una certificazione di decisioni maturate all'esterno della Federal Reserve. È come se i tassi ufficiali fossero già stati tagliati ben sotto l'1.0%, tornando ai livelli di quattro anni fa. Continua...
Svariati indicatori anticipatori hanno fallito nel prevedere l'evento macro più scongiurato da tutti. Ma il misuratore che proponiamo oggi, di natura ibrida, ha funzionato egregiamente e si avvia verso un segnale che farà partire il countdown. Continua...
Il PMI Composite nell'Eurozona va incontro ad un drammatico aggiustamento, un doveroso riallineamento alla prescrizione del sentiment economico medio. Questo il mercato azionario già lo sa. Molti investori, ancora no. Continua...
Il World Economic Forum di Davos giunge nel momento in cui gli Stati Uniti hanno dissipato tutte le risorse fiscali a disposizione; mentre il resto del mondo, fiscalmente cauto finora, potrà rilanciare la crescita economica. Effetti per i mercati? Continua...
Il governatore Powell deve sopportare ancora quattro mesi di intimidazioni, poi la politica monetaria sarà un problema del suo successore. Il FOMC ha chiarito che i tassi di interesse sono ancora comprimibili, ma non ci sono garanzie di ulteriori tagli. Continua...
L'intervento distensivo di dicembre promette di risultare l'ultimo, almeno fino alla fine di aprile. Verosimilmente, fino a metà anno, dati macro permettendo. Lo segnala lo yield dei Treasury a due anni, da sempre efficace strumento anticipatore. Continua...
Il primo ministro Takaichi valuta di indire elezioni anticipate per rafforzare la maggioranza di governo. Yen di nuovo alle corde per l'accresciuta possibilità di finanziare in disavanzo la spesa pubblica. I consumi interni però languono ancora. Continua...
Questa può risultare la wildcard in grado di rivoluzionare gli scenari per i prossimi dodici mesi. Un fattore che si ribalta di polarità, favorendo il rientro degli squilibri finora denunciati e generando un impatto forse determinante su scala globale. Continua...
Eccezion fatta per le banche centrali di Giappone e Brasile, tutti gli altri principali istituti di emissione hanno tagliato i tassi come ultima misura ufficiale di politica monetaria. Conforta: perché scongiura un nuovo 2008 o 2022. Continua...
L'opinione pubblica è vistosamente preoccupata: l'aumento dei rendimenti obbligazionari nipponici minaccerebbe il deflagrare di una crisi del debito pubblico nel Sol Levante, già ad un rapporto superiore al 236% del prodotto interno lordo. Continua...