Tutti sanno che quest'anno la volatilità è stata particolarmente contenuta, ma le ultime settimane sono state davvero eccezionali: secondo una misura, riportata in basso, siamo in presenza della variabilità delle quotazioni più infima di sempre. La volatilità storica (HV) dello S&P500, in particolare, ha fatto registrare un segnale sperimentato prima d'ora soltanto nel 2007. Continua...
Se leggete da diverso tempo questa colonna, mi perdonerete se torno ancora una volta su un concetto ormai logoro: entriamo in questa settimana con gli indici ancora una volta alle prese con le cifre tonde, che da tempo ne condizionano l'andamento. In particolare lo S&P500 è ancora ancorato ai 2500 punti: non potrebbe essere diversamente, essendo grosso modo... Continua...
Parlando di valutazioni speculative, che dire dei titoli governativi? Basti dare uno sguardo ai rendimenti conseguibili sui dieci anni: Stati Uniti, 2.07%; Italia, 2.02%; Spagna, 1.55%; Regno Unito, 1.04%; Francia, 0.67%; Germania, 0.36%; Giappone, 0.006%. Chiediamoci tutti: ha ciò un qualche senso? È mai esistito un periodo storico nel quale le banche centrali hanno... Continua...
Come discusso la scorsa settimana, e mostrato nella figura qui in basso, la call sullo SPY base 250 ospita un massiccio Open Interest. Pertanto, dopo aver superato i 247 e 248 dollari, i venditori di opzioni call base 250 saranno probabilmente costretti a comprare future sull'indice per coprire la loro posizione, creando un contesto favorevole al superamento della resistenza. Continua...
Un nostro lettore di recente ha chiesto se per caso stessimo gettando la spugna. Si faceva riferimento al fatto che da tanti anni siamo bearish sul mercato azionario. Per citare Bob Dylan, «The times they are a changin’»: ma per i Tori, non per noi! Restiamo nel campo dei ribassisti, così come lo siamo stati in passato. E oggi vogliamo fare il punto della situazione. Continua...
Gli uragani che hanno spazzato via le località costiere degli Stati Uniti, hanno scosso le mai granitiche certezza degli investitori; sempre pronti a cercare lo spettro che li allontani stabilmente dalle performance generosamente offerte da otto anni e mezzo di bull market. Dopotutto, come dare loro torto? l’impatto dei fenomeni naturali trascende la sfera finanziaria... Continua...
«Non c’è niente che riesca a fermare Wall Street: nemmeno la stagionalità tipicamente negativa. Lo S&P ha chiuso con un saldo positivo nel mese di agosto, e sta replicando a settembre. Se fra poco più di due settimane dovessimo chiudere sopra i 2472 punti, disporremmo di un raro setup stagionale che ha chiamato un quarto trimestre positivo in tutti i casi». Continua...
Dopo cinque anni di ribassi, le quotazioni del rame si sono stabilizzate nel 2016, e sono esplose negli ultimi mesi, con il metallo rosso salito ora ai livelli più elevati degli ultimi tre anni. Il rame conosce svariati utilizzi: nell'industria, nell'elettronica e nella generazione di energia. Per questo motivo, il rame è considerato un indicatore anticipatore del ciclo economico. Continua...
Rimane aperta la questione posta la scorsa settimana: se stessimo sperimentando un break verso l'alto, ovvero se ci muoviamo tuttora all'interno di un consolidamento. Il mercato la passata ottava ha ripiegato; ma non se n'é accorto nessuno. Per una borsa ipersensibile alle riunioni della Fed, i Tori possono essere confortati dal fatto che i venditori non abbiano inciso... Continua...
Ci siamo abituati bene. Alla fine di agosto, nell’ambito delle prime 25 piazze azionarie mondiali per capitalizzazione, la Piazza degli Affari spicca, con un saldo annuale provvisorio del 14%; del 18%, se si considerassero anche i dividendi. Naturalmente c’è chi fa meglio: ma sono tutte borse emergenti. Se si esclude che il nostro listino sia “immergente”... Continua...