Wall Street si mantiene vicina ai massimi. Lo S&P ha guadagnato quest'anno il 15%, prima della pausa degli ultimi giorni. La stagionalità è ancora a favore degli investitori, stando all'andamento sperimentato negli ultimi cinquant'anni: il periodo compreso fra novembre e aprile è stato positivo per Wall Street nel 76% dei casi, con una performance media (+6.5%), che sale al 10.84%... Continua...
Gli investitori sono scossi (sai che notizia. È da quasi nove anni che lo sono: da quando è iniziato questo bull market...): i tassi di interesse continuano a salire, e negli Stati Uniti sono ai massimi dal 2008. Questo ha comportato un vistoso appiattimento della curva dei rendimenti, con lo spread fra 10 e 2 anni che appare destinato a restringersi ulteriormente, se le aspettative... Continua...
Per la seconda volta negli ultimi due mesi, la passata settimana lo S&P è sceso sotto la sua media a 20 giorni: ma ciò non ha impedito all'indice di terminare l'ottava pressoché invariato. Alcuni operatori lamentano il timore che l'amministrazione non riesca a far approvare la riforma fiscale, ma il recupero di Wall Street è incominciato proprio quando... Continua...
L’aspetto intrigante di questi nove anni di bull market, è la natura timida, placida del movimento: rialzi di entità contenuta, quasi impercettibili; che alimentano dubbi in chi ha comprato («non ce la fa più») e certezze in chi non ha comprato. Ci fossero sedute da +2%, gli emarginati del listino accantonerebbero le cautele e impiegherebbero la copiosa liquidità parcheggiata... Continua...
Di solito l'attenzione degli investitori si sofferma sul valore assoluto dei multipli borsistici; e non, dati (statistiche) alla mano, sulle implicazioni concrete dei livelli raggiunti dal Price/Earnings. Concetti come l'analisi della regressione lineare sfuggono giustamente all'investitore medio; ed è un peccato, perché è possibile proiettare un target per lo S&P sulla base della... Continua...
Lo S&P500 ha guadagnato circa il 2% ad ottobre, ed è sulla buona strada verso una successione di sette mesi positivi di fila. Da marzo 2009, si contano soltanto altri due precedenti: nessuno dei quali ha contemplato un ottavo mese positivo. Il primo episodio risale a settembre 2009, quello più recente risale a maggio 2013. Se però partissimo dal 1929, riscontreremmo ben 16... Continua...
Torniamo sulla questione della valutazione di mercato. Ci sono diversi parametri contemplabili, e già questo complica la vita: perché non esiste una misura univoca, e la confusione monta. Il Price/Earnings forward, ad esempio, segna 17.7 volte gli utili attesi nei prossimi dodici mesi: siamo soltanto lievemente sopra la media storica, pari a 16.0 volte. Non così tanto. Continua...
Faccio parte dell'ampia schiera di quelli che parlano male del bull market e di quelli che grazie ad esso si sono arricchiti; ma che, sotto sotto, vorrebbero tanto entrare: se mai il mercato ne concedesse l'opportunità. Puntavamo su un nuovo bear market (-20 e passa percento dai massimi), poi su una correzione (almeno -10% dai massimi), poi almeno su un consolidamento: niente. Continua...
Con la riforma fiscale che sale in cima alle priorità della Casa Bianca, la settimana passata ha visto il mercato confermare il tono favorevole degli anni passati. Cresce nel frattempo l'attesa per la prossima riunione della Federal Reserve, prevista per mercoledì, con Trump che nei giorni immediatamente successivi annuncerà il nuovo Chairman. Le ultime voci puntano... Continua...
Negli anni si è rafforzata una retorica che a prima apparenza faceva e fa presa nell’opinione pubblica: i mercati azionari sono cresciuti grazie agli stimoli straordinari prodotti dalla Federal Reserve; e poi, dalle altre banche centrali. Pazienza che questa argomentazione non sia stata proposta immediatamente: molti investitori sarebbero saliti a bordo di un treno... Continua...