Ci si divide fra chi si aspetta ancora "soltanto" due aumenti dei tassi ufficiali fino alla fine dell'anno, e chi aggressivamente propende invece per tre incrementi del Fed funds rate. Trascurando che, sebbene in termini assoluti il corrente target rate 1.50-1.75% si attesi su infimi livelli; in termini storici invece siamo in presenza di un eccesso. Che ci potrebbe costare caro. Continua...
A febbraio il mercato azionario è stato sapientemente puntellato dall'operato delle stesse società quotate. Le quali, forti del mandato ricevuto, hanno qualche settimana fa intensificato gli acquisti di azioni. D'altro canto, non è un mistero per nessuno che negli ultimi nove anni le grandi aziende sono state fra le principali compratrici in borsa, forti di un paio di trilioni di liquidità... Continua...
All'inizio della scorsa settimana, due giorni prima della riunione del Federal Open Market Committee (FOMC), che ha visto la Fed aumentare i tassi di interesse di 25 punti base; lo S&P si attestava immediatamente sopra il supporto a 2740-2750 punti. La volatilità è cresciuta man mano che ci si è avvicinati alla riunione del braccio operativo della Fed, e anche la seduta successiva. Continua...
Gli investitori italiani incominciano ad averne abbastanza. Le quotazioni corrente si collocano mediamente sugli stessi livelli di sei mesi fa. Il FTSE-MIB quotava difatti 22600 punti a fine settembre. E si scatenano le scommesse nei forum finanziari: accumulazione o distribuzione? Chi può dirlo. Spesso la risposta a questo dilemma è nota, fatalmente, soltanto a cose compiute. Continua...
È stato finora un anno particolarmente turbolento. Lo S&P è arrivato a salire del 7% quando non era ancora finito il primo mese, prima di rovesciarsi. A marzo è rimbalzato, conseguendo una performance annuale provvisoria del 4%: in linea con l'andamento sperimentato dal 2010 ad oggi. Al Nasdaq, per inciso, è andata molto meglio. Oggi mi soffermerò sul confronto... Continua...
Nella miniera di informazioni fornite mensilmente dal sondaggio condotto fra i gestori globali - circa 600 miliardi di dollari di AuM - da BofA Merrill Lynch, ce n'é una che ha attirato la mia attenzione: l'orientamento dei money manager sulle piazze europee che si intende sovrappesare (o sottopesare) da qui ai prossimi dodici mesi. Le scelte di investimento si vanno sempre più... Continua...
La massiccia presenza di opzioni call sullo SPY base 280 ha impedito allo S&P500 di scavalcare quota 2800 punti: le vendite short di future a copertura hanno impedito il breakout. Di buono c'é che la scadenza delle opzioni di marzo ha livellato il terreno, rimuovendo l'ostacolo a 280 dollari qualora lo SPY si riavicinasse nei prossimi giorni. Viceversa, se si tracciasse una linea... Continua...
Toccando ferro, quella di inizio febbraio si sta rivelando una "correzione tecnica". La precisazione semantica non è di poco conto, perché consentirebbe di escludere la possibilità di un minaccioso test di quel minimo; o, quantomeno, di ridimensionarne la portata. La verità è che, come ci suggerisce Goldman Sachs, questa correzione sta seguendo il tipico percorso di tutti... Continua...
Gli investitori tirano un sospiro di sollievo: la reazione del mercato all’indomani delle recenti elezioni politiche è stata composta. «Gli investitori sono maturi e agiscono con raziocinio: non potrà mai succedere nulla di negativo, nella terza economia continentale», è il refrain udito nei giorni successivi al voto per giustificare, come sempre ex post, l’andamento del mercato. Continua...
C'è disappunto fra gli investitori per il livello raggiunto dai tassi di interesse: riflesso, secondo molti, di un surriscaldamento dei prezzi al consumo, che si propaga al livello nominale degli yield obbligazionari. E se invece l'aumento del costo del denaro riflettesse un miglioramento della congiuntura economica? in altre parole, quale nesso sussiste fra il mercato azionario... Continua...